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Taranto, due personalità: prevale la peggiore
Il Taranto del secondo tempo merita i fischi del pubblico: non morde, gira a vuoto, commette errori banali e gravi, regala il raddoppio agli avversari, non reagisce, fa solo un tiro in porta in 51 minuti (1-2).
Il Taranto del primo tempo è sfortunato perché dopo tre minuti prende un gol su deviazione (0-1). Reagisce, macina gioco, aggredisce l’avversario, corre bene sulla destra. A tratti schiaccia e alla fine segna con Genchi (1-1). Delle due personalità, però, divise nell’intervallo da un’anima evidentemente rimasta negli spogliatoi, prevale quella brutta e perdente. E alla fine il Francavilla in Sinni fa la sua gara, capitalizza due azioni e sa perdere tempo nel finale, ciò che il Taranto ( ad esempio) sette giorni fa a Pomigliano non ha nemmeno tentato di fare beccandosi due gol negli ultimi otto minuti. Oggi
troppi errori e forse, il principale, è stato quello di presunzione: cambiare uomini, potenziare il centrocampo e saper saltare l’uomo – cose che alla squadra di Cazzarò non riuscivano sempre – non basta in serie D. È un limbo in cui il carattere serve, eccome. Ma quello, come l’amalgama del cav Pignatelli, non si compra. Si costruisce.
Buon lavoro, mister Campilongo. Ne avrà tanto da fare. 17 partite da giocare sono sufficienti per cancellare i fischi (meritati) di oggi pomeriggio in uno stadio che in cinquant’anni ne ha viste e sentite di tutti i colori. Pochi però due tiri in porta, in 96 minuti di gara, per una squadra forte e ambiziosa.
(foto gentilmente concesse da Aurelio Castellaneta)