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Muore Carlo Vanzina, regista dell’Italia spensierata e un po’ cialtrona

Pubblicato | da Redazione

Ha segnato gli ultimi trent’anni di commedia italiana, con alcuni picchi di qualità e tanti prodotti di successo di taglio più commerciale. Fratello di Enrico, che più che altro ha curato testi e sceneggiature, ha tradotto in linguaggio contemporaneo gli stereotipi italiani già riletti da un grande del cinema nostrano, Steno.. il loro papà. Dalla Milano da bere agli yuppies, passando per panettoni natalizi (il primissimo porta la sua firma) e battute facili ma entrate nella storia, ha narrato  l’Italia spensierata e un po’ cialtrona, quella che ridendoci su sa farsi perdonare le piccole e le grandi miserie quotidiane. Per capire gli Anni Ottanta, le sue pellicole non a caso spiccano tra i manifesti più attendibili.

Addio a Carlo Vanzina. Il regista, che,insieme al fratello ha raccontato in oltre 60 film una società quasi felice e amabilmente inaffidabile, si è spento poco fa a Roma.  Regista, sceneggiatore e produttore, nato a Roma il 13 marzo del 1951, Carlo è vissuto nel mondo del cinema fin dall’infanzia. Ricordava sempre, riconoscente, la figura del padre e il fatto che nella sua casa fossero passati giganti come  Totò, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Ennio Flaiano, Mario Camerini e Dino Risi.

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