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Il ministro del Turismo: Ilva Taranto sito produttivo, non andrei in vacanza lì. Mi concentro su altri posti da valorizzare

Pubblicato | da Redazione

La porta in faccia. Altro che riconversione e rilancio. Questo capolavoro del ministro del Turismo arriva dalle ultime righe di una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.

Centinaio, uno di quei leghisti che come Salvini ha trascorso negli ultimi anni più tempo in tv che altrove a far propaganda prima anti meridionale (alcuni dei suoi cori più riusciti sono facilmente rintracciabili su you tube) o poi all’improvviso nazionalsovranista, da due settimane è ministro del Turismo della Repubblica Italiana e oggi, con un pugno di parole, getta al vento la difficile ricostruzione del brand Taranto, in corso grazie ai sacrifici di imprenditori del tempo libero, operatori culturali e associazioni a decine sparse e impegnate sul territorio ionico, gente capace di non negare i problemi e di lavorare alla loro soluzione, lavorando fiduciosa che un giorno la politica italiana prenda coscienza del caso Taranto, sul serio però. Il ministro dice candidamente che a Taranto in vacanza, adesso, non ci verrebbe. Il ministro chiude semplicemente la porta al sogno della riconversione del territorio industrializzato. E dice chiaramente: meglio puntare sulla valorizzazione di altre località.

Domanda: come ministro del Turismo che cosa pensa dell’idea di Grillo di riconvertire l’Ilva per farne un grande centro di attrazione turistica?

Risposta: L’Ilva deve continuare ad essere un sito produttivo. Io non andrei a passare le mie vacanze lì. A meno che non farne una grande Eurodisney, ma servirebbero una quantità di fondi privati. In Italia ci sono decine di località da volorizzare e io vorrei concentrare lì le risorse per la valorizzazione”