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Usciere presunto usuraio. Sei arresti a Taranto

Pubblicato | da Michele Tursi

Faceva l’usciere… ma durante l’orario di lavoro lasciava l’ufficio per andare a prendere il caffè. Un caffè particolarmente amaro per i suoi interlocutori ai quali pare prestasse soldi con interessi da usura, con tassi tra il 15 e il 20% al mese. Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Taranto hanno posto fina questa presunta illecita attività del dipendente pubblico facendo scattare le manette ai suoi polsi con le accuse di concorso in usura continuata e truffa aggravata ai danni dello Stato. Fermate altre cinque persone.

Le vittime erano prevalentemente commercianti, artigiani, liberi professionisti, pensionati, “costretti in uno stato di necessità – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri, col. Andrea Intermite – dalla crisi economica molto avvertita sul territorio”. Le indagini sono partite a ottobre del 2016 con la denuncia di un agente di commercio soffocato dai debiti. “Poco alla volta e non senza difficoltà – ha detto il maggiore Gabriele Tadolli – siamo venuti a conoscenza di altre persone, vittime degli indagati”.

I prestiti concessi variavano da mille a 10mila euro con tassi di interesse tra il 15 e il 20% con rate di restituzione settimanali e mensili. Complessivamente è stata accertata l’erogazione di circa 80mila euro, somma che aumentava in maniera esponenziale per effetto degli elevati interessi praticati. Nei confronti delle vittime venivano utilizzate minacce e maniere forti: “ti faccio vedere come ti apro la testa in due; devi avere gli schiaffi in faccia”. Talvolta gli indagati millantavano aderenze in non meglio specificati ambienti della malavita cittadina a scopo intimidatorio.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Taranto Vilma Gilli, su richiesta del sostituto procuratore Giovanna Cannarile. Gli indagati rispondono a vario titolo di usura continuata ed in concorso, abusiva attività finanziaria in danno di privati e liberi professionisti di Taranto, truffa aggravata ai danni dello Stato (per il solo dipendente della Prefettura, sorpreso ripetutamente in ambito non lavorativo durante l’orario d’ufficio).

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri dell’Aliquota Operativa del Norm della Compagnia di Taranto, coadiuvati da militari del Comando Provinciale di Taranto, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari Palese e di personale dell’11° Reggimento Puglia. L’operazione è stata deniminata “caffè amaro” perchè gli incontri con le vittime venivano mascherati con un innocuo invito a… “prendere un caffè”.