Sul Pezzo
Giunta e maggioranza in difesa di Melucci: Grave atto violento
La giunta Melucci manifesta il proprio cordoglio per la morte del giovane operaio Angelo Raffaele Fuggiano ed esprime la vicinanza alla sua famiglia. “Ci adopereremo in tutti i modi consentiti e possibili – si legge in una nota di Palazzo di città – per fornire il dovuto conforto, anche pratico, alla famiglia, funestata dal grave lutto”. L’esecutivo comunale interviene anche sulla contestazione subita dal sindaco all’uscita del vertice in prefettura. “L’intera comunità tarantina deve stringersi unita alla famiglia Fuggiano – prosegue il documento – una comunità che deve però anche comprendere la necessità di fare quadrato. Stigmatizziamo, pertanto, il grave atto violento consumatosi nei confronti del sindaco che, in qualità di primo cittadino, ha assunto sulle proprie spalle il peso della intera comunità”.
La giunta precisa che “il sindaco, che non ha alcuna responsabilità nell’incidente mortale avvenuto al porto, come sempre ci ha messo la faccia uscendo dalla porta principale per incontrare la sua comunità e per far sentire forte la presenza delle istituzioni. Purtroppo quel momento che doveva essere di incontro si è trasformato in una assurda contestazione. Il sindaco si sta spendendo personalmente e sta impegnando ogni giorno del suo mandato alla risoluzione della vertenza ambientale, occupazionale e sociale più critica e delicata a livello europeo. È giunto il tempo che si risveglino gli animi di tutti i cittadini che condividono la non violenza. Ma soprattutto l’intera comunità deve far sentire il suo appoggio ai suoi rappresentanti, perché non si tratta della nostra battaglia ma di una sfida comune, che ognuno di noi sta combattendo per le nuove generazioni e per una Taranto migliore”.
Anche la maggioranza comunale manifesta solidarietà al sindaco di Taranto con una nota a firma dei capigruppo Gianni Azzaro, Gina Lupo, Cisberto Zaccheo, Dante Capriulo, Salvatore Brisci, Piero Bitetti, Gianni Cataldino, Carmela Casula. “La morte ieri mattina di un giovane lavoratore di 28 anni, Angelo Fuggiano, nostro concittadino del quartiere Tamburi – scrivono – ci lascia sgomenti e profondamente addolorati. Immaginiamo il dolore dei familiari, della giovane compagna di vita e dei due piccoli figli; la rabbia ed il dolore dei suoi amici e dei suoi colleghi. L’ennesimo grave infortunio mortale all’Ilva di Taranto”.
“Nel nostro ruolo di amministratori locali, senza specifiche competenze nel merito – aggiungono i capigruppo – ci sentiamo comunque impegnati ad assumere ed a sollecitare ogni possibile azione per evitare che questi gravissimi fatti si ripetano. Nel ribadire il nostro dolore, ci preme altresì sottolineare che tale gravissimo fatto non giustifica affatto quanto accaduto ieri pomeriggio presso la Prefettura di Taranto con l’aggressione al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, operata da alcuni ben identificati soggetti, che hanno proferito parole gravemente offensive nei confronti del primo cittadino, tentando, di fatto, anche un contatto fisico. Il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio pensiero, costituzionalmente garantito, non può consentire, per fortuna a poche persone, di assumere atti di vero e proprio sciacallaggio, prendendo a pretesto la morte di un giovane lavoratore, per offendere il primo cittadino di Taranto (e quindi dei suoi concittadini) per meri propri, poco comprensibili, fini politici, sapendo benissimo che il Sindaco non ha nessuna responsabilità rispetto al pur grave fatto accaduto.
Nei sessant’anni di vita del siderurgico, ben altri sono stati gli attori della attuale situazione, e non è certo ai 10 mesi di consiliatura del sindaco Melucci sono addossabili le colpe. Ribadiamo, pertanto, la nostra vicinanza a Rinaldo Melucci ed all’intera amministrazione comunale, che si trova ad affrontare una così complessa vicenda di cambiamento epocale della storia produttiva della città, considerate le rilevanti implicazioni ambientali, sociali ed occupazionali. Consci altresì che l’amministrazione comunale è solo uno dei soggetti che devono decidere il futuro della più grande acciaieria d’Europa, dei lavoratori impiegati e dell’intera città di Taranto. Gli sciacalli e avvoltoi in volo, che l’hanno atteso all’uscita principale, mentre altri attori hanno preferito quelle di servizio, sono animali che non ci piacciono”.
Anche il segretario provinciale del Partito socialista italiano, Salvatore Mattia non condivide le contestazioni al primo cittadino. “L’episodio va assolutamente stigmatizzato – afferma – non solo per la violenza di cui è portatore, ma anche per l’inutilità di un gesto che rende il clima, già di per se difficile, ancora più esasperato. In un momento tragico per la famiglia della vittima e per tutta la città costretta ormai da anni ad un difficile braccio di ferro tra diritti costituzionalmente garantiti – dice ancora Mattia – il Partito Socialista invita tutti a posizioni di maggiore rigore e lucidità: quella che occorre a tutti per evitare che sulla pelle dei tarantini, divisi e polverizzati, si possa decidere altrove”.