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Moschea a Taranto, è già scontro

Pubblicato | da Michele Tursi

Fa discutere il nostro articolo sulla richiesta di costruire una moschea a Taranto. Luoghi di culto per i musulmani già esistono ma una parte della comunità chiede una sede più dignitosa. Nell’articolo abbiamo riportato alcune dichiarazioni di Hassen Chiha, pubblicate qualche giorno fa su un quotidiano locale. Affermazioni che non sono condivise, a quanto pare dall’intera comunità islamica. A segnalarcelo è stato sulla pagina Facebook de “La Ringhiera” Fabrizio Bosco, un tarantino convertito all’Islam che non riconosce Hassen come capo della comunità islamica e in qualità di fondatore della prima associazione islamica nata a Taranto, si dissocia dalle richieste e dalle dichiarazioni di Hassen Chiha. “La moschea è un nostro diritto – dice – ma a nostre spese e senza che qualcuno si autoproclami capo di tutti i musulmani. La città è grande e si possono realizzare più moschee di piccole dimensioni piuttosto che una “grande” con finalità che non conosciamo”.

Il CoranoA sostegno di Hassen interviene invece Saifeddine Maaroufi, che in una mail inviata alla nostra redazione di definisce Imam della moschea di Lecce e rappresentante dei musulmani del Salento. In merito al vostro ultimo articolo – scrive – relativo alla comunità islamica Tarantina, volevamo portare il nostro sostegno alla richiesta della suddetta comunità e al suo rappresentante Ing.Hassan Chiha, porta parola dell’associazione UMAT “Unione dei Musulmani Amici di Taranto”, che riconosciamo pienamente e che rappresenta i musulmani della città della magna grecia nei nostri incontri periodici dei rappresentanti delle moschee del Salento e delle province del barese. L’associazione Umat, ha cercato dalla sua nascita ad includere e non escludere, a dialogare e non giudicare. Il dialogo in questi tempi duri, è l’unica via per una convivenza pacifica. Esistono altre realtà che la pensano diversamente, anche tra i musulmani, ma questo è naturale, dato che sarà sempre impossibile accontentare tutti allo stesso momento, ma siamo certi che il dialogo sincero e pacifico tra le culture e le religioni, costruirà una pace duratura e avrà la meglio su qualsiasi altra finalità individualista”.
Al di là del dibattito interno alla comunità islamica tarantina, la possibilità che si possa costruire una mosche a Taranto ha aperto sulla nostra pagina Facebook un intenso scambio di opinioni. Molte le reazioni contrarie frutto, soprattutto della diffidenza e della paura generata dai recenti attentati terroristici di Parigi. “Si, così magari facciamo un covo pro Isis – scrive Tamara – non è razzismo ma è un dato di fatto. Quando andiamo nei loro paesi (e ci sono stata) ti obbligano alla loro cultura, ora se decidono di vivere in Italia si adeguassero alla nostra”.

La Ringhiera ospita tutte le opinoni purchè espresse con correttezza e nel rispetto reciproco. Crediamo, però, che la paura in questi casi non aiuti e che bisogna abbandonare i pregiudizi ed intraprendere la via della conoscenza, del dialogo e del rispetto. Non mancano i tarantini convertiti all’Islam. Dice Fabrizio Bosco: “io sono tarantino e come me ci sono tanti cittadini italiani musulmani, e abbiamo diritto ad erigere una moschea secondo la Costituzione del nostro paese”. Anche Lella è della stessa idea. “Io sono italiana e Musulmana pienamente fiera e orgogliosa di esserlo da 10 anni e ci sono molto donne italiane che si sono convertite all’Islam”.