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Ilva Taranto, accordo… senza intesa

Pubblicato | da Michele Tursi

Regione Puglia e Comune di Taranto hanno inviato alla presidenza del Consiglio dei ministri la bozza di accordo di programma integrativo al dpcm del 29 settembre 2017 sull’Ilva.  Il documento, composto di 27 cartelle e 21 articoli, è stato modificato rispetto alla formulazione originaria proposta dal Governo, in considerazione delle “esigenze della comunità locale in tema socio-economico e sanitario”, nonché in funzione dei “migliori obiettivi tecnici e temporali perseguibili in materia ambientale”.

EMILIANO: ACCOLTE LE ESIGENZE DEI TARANTINI “Stiamo facendo il nostro dovere – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia – chiediamo al Governo, a chi vuole comprare la fabbrica, al sindacato, che venga riconosciuto il ruolo alla Regione Puglia e al Comune di Taranto, perché in questo modo sarà possibile gestire tutte le vicende contenute nell’accordo con una permanente sorveglianza da parte della comunità. E attraverso la trasparenza si potrà avere un migliore rapporto tra fabbrica e comunità. Se l’Ilva deve continuare a funzionare, deve farlo non solo in modo legale, moderno, aggiornato e competitivo, ma in modo accettato dalla comunità”.

“Abbiamo fatto la nostra controproposta – ha spiegato Michele Emiliano – che non è molto dissimile dal protocollo. In alcuni passaggi siamo stati molto esigenti, nella bozza è contenuto tutto ciò che c’era stato chiesto dalle associazioni ambientaliste, dagli organismi di vigilanza, dall’assessorato alla Sanità e all’Ambiente, da Arpa e Aress. Insomma il testo raccoglie tutte le nostre esperienze e quegli elementi che fanno parte di questa eccellenza, che è la conoscenza da parte delle istituzioni locali della fabbrica. A Taranto è in corso un processo presso la Corte di assise per avvelenamento di sostanze alimentari e disastro ambientale, che dimostra il buio della ragione e della democrazia che si era creato all’interno dell’Ilva. Noi stiamo tentando di reagire anche a ciò che i magistrati hanno accertato, trasformando quel buio e cambiando le regole del gioco secondo le leggi vigenti”.

BELLANOVA: NESSUN INCONTRO SENZA RITIRO DEL RICORSO Il governatore della Puglia ha espresso l’auspicio che ora “il presidente del consiglio Gentiloni prenda l’iniziativa di convocare le parti per stabilire l’indirizzo politico, per approfondire la trattativa e firmare la bozza preliminare che poi verrà sottoposta al Consiglio regionale e votata”. Ma proprio con i rapporti con il Governo uscente restano tesi. “Non ci sarà altra convocazione degli Enti locali pugliesi fino al ritiro del ricorso”, così si è espressa la viceministra Teresa Bellanova al termine dell’incontro con i sindacati. “Gli enti locali ci hanno chiesto di lavorare sulla base di una lettera arrivata al Governo a firma del sindaco di Taranto. Il contenuto di quella lettera è stato inserito nel protocollo d’intesa. Abbiamo un sito che può ripartire con il risanamento ambientale e la messa in sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, ci appelliamo al sindaco di Taranto e al Governatore della Regione affinché non si facciano promotori del rallentamento del risanamento. Abbiamo sempre lavorato in sintonia con il Governo, sarebbe curioso arrivare ad un tavolo senza portare le posizioni che appartengono a tutto l’esecutivo”.

MELUCCI: ATTENDIAMO L’ADESIONE DI AMINVESTCO Anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci manifesta la sua soddisfazione per la bozza di accordo e si rivolge direttamente ad AmInvestCo, l’acquirente dell’Ilva. “Salvo ulteriori e confidiamo ormai limitate osservazioni delle controparti – afferma – gli enti locali forniscono la propria disponibilità ad una sottoscrizione dell’accordo già entro la prossima settimana, previa condivisione dei propri organismi deliberanti. Risulterà dirimente l’adesione formale del potenziale aggiudicatario AM Investco Srl”. Il primo cittadino precisa inoltre che, “come annunciato al Ministro Calenda in occasione della propria visita a Taranto, all’atto della ratifica dell’accordo disporrà il ritiro del proprio ricorso al Tar Puglia. L’intera piattaforma elaborata verrà immediatamente pubblicata sul sito istituzionale del Civico Ente, nella usuale trasparenza garantita alla comunità ionica in questa delicatissima vicenda”.

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