Sul Pezzo
Natale senza fissa dimora, cronache solidali dalla Città Vecchia di Taranto
Senza fissa dimora non è uno stato d’animo. Si tratta di non avere un tetto sotto il quale dormire. In Città vecchia, da alcune settimane, la Curia ne ha costruito uno, e solido, sopra le utenze e gli spazi necessari per accogliere chi chiede asilo. Ognuno per una ragione diversa.. ci si presenta al mattino e la macchina solidale si mette in moto.
Accade allora di trovare, nella sera di vigilia del Natale, l’operaio Ilva separato, lontano dai figli, e in difficoltà; nordafricani che transitano sullo Ionio, e che sognano un futuro migliore lontano dalle radici spezzate o insanguinate, e naturalmente i volontari di turno.
Ieri sera, ad esempio, a Palazzo Santacroce, accanto al MuDi, a due passi dalla ringhiera che guarda alla rada, era il turno del gruppo San Pio X, parrocchia di corvèe alla sera del bambinello. Sotto l’egida della Caritas diocesana, hanno accolto e ospitato chi ne ha chiesto riparo in un giorno di festa. E sorrisi ed auguri non mancano certo dove l’accoglienza è un piacere, oltre che dovere civico.. per chi questo senso del dovere lo ha maturato. Sono scene che si ripetono ovunque s’incroci il buon senso accompagnato da una necessaria dose di solidarietà. Come alla Salinella, in casa Abfo, altro avamposto cittadino dell’accoglienza, a Palazzo Santacroce gli ospiti si sentono a casa. Non è poco per chi una casa non ce l’ha o non ce l’ha più.
Ieri sera la Ringhiera ha voluto toccare l’accoglienza con mano.
