Salute
Arpa Puglia, 146 nuove assunzioni a Taranto
“Le assunzioni che stiamo presentando e il rafforzamento di Arpa Puglia nella sua organizzazione nella provincia di Taranto sovrintendono a una delle più complesse, gravi e drammatiche vicende industriali della storia della Repubblica italiana. È in corso presso la corte di assise di Taranto un processo per avvelenamento di sostanze alimentari e disastro ambientale. Non mi risultano precedenti di processi penali cosi vasti, ampi, con un’entità di richieste di risarcimento così alta”. Con queste parole il presidente della Regione Puglia ha aperto la conferenza stampa per annunciare il potenziamento di Arpa Puglia, Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, con 146 nuove assunzioni destinate alla provincia di Taranto che si aggiungono agli attuali ottanta dipendenti impegnati in quell’area.
“In questo modo – ha proseguito Emiliano – stiamo rimediando da un lato ad uno storico sottodimensionamento dell’organico dell’Arpa, che in questi anni ha lavorato con un numero di dipendenti inferiore rispetto ad altre regioni. Una condizione, in particolare a Taranto, che non era accettabile. Ringrazio tutti i parlamentari della Puglia che si sono battuti per questa facoltà assunzionale speciale. Ci hanno dato spazio assunzionale, mentre i soldi – ha precisato – sono dei pugliesi, grazie quindi alla nostra capacità di gestione di bilancio”.
“La nostra strategia su Taranto non lascia nulla al caso – ha ribadito Emiliano – Stiamo attendendo l’autorizzazione da parte del ministero, perché abbiamo completato tutte le procedure per l’acquisto di 70 milioni di macchine sanitarie per gli ospedali di Taranto. E abbiamo anche trovato le modalità attraverso le quali far proseguire le attività del Centro salute e ambiente in modo più efficiente e conforme rispetto al passato. Siamo presenti in tutti i settori. Stiamo marcando strettissimo il governo sul piano industriale e sul piano ambientale dell’Ilva”. Emiliano si è quindi soffermato sulla vicenda del ricorso della Regione Puglia al Dpcm: “Il presidente del Consiglio ha un mezzo fondamentale per chiudere il ricorso, modificare il Dpcm nel senso auspicato da Regione e Comune di Taranto. Siamo convinti che la diretta assunzione della questione in capo a Gentiloni sia una buona notizia, ho fiducia in lui e sono convinto che egli sia portatore di una terzietà rispetto alla vicenda dell’acquisto dell’Ilva. Sono pronto anche a incontrare Arcelor Mittal, e d’altra parte ho avuto già la disponibilità dell’azienda. Ci incontreremo appena l’azienda sarà disponibile. Leggendo il comunicato che ieri Arcelor Mittal ha diffuso agli operai, non mi pare che l’azienda minacci alcunché. L’azienda non ha mai detto che vuole andare via e mollare. È un argomento che viene utilizzato, stranamente, da Calenda e dai sindacati. Perché lo facciano è veramente singolare”.
“La Regione Puglia non ritirerà il ricorso sulla base di annunci e sarà difficile che qualcuno mi costringa, attraverso pressioni non motivate, a fare alcunché. Bisogna lavorare, studiare, e trovare soluzioni per andare avanti nella procedura di vendita dell’Ilva – ha proseguito il governatore – e non ricattare le persone e meno che mai i Comuni e le Regioni. Anche perché la Repubblica ha addestrato certamente me, ma credo moltissime altre persone, a resistere a qualunque tipo di minaccia. Quindi se qualcuno pensa di riuscire ad averla vinta senza dare giustificazione della propria condotta, almeno fino a quando sarò presidente della Regione, questa speranza è assolutamente esclusa. Viceversa – ha detto Emiliano – tutte le volte che si affronteranno problemi di merito e si troveranno soluzioni condivise, sarà facile trovare un accordo. Bisogna però lavorare e non fare annunci”.
“C’è una inversione della logica in questa vicenda – ha concluso Emiliano – io spero che l’intervento del presidente del Consiglio ripristini la logica normale della vita quotidiana delle imprese, delle famiglie. E che si possa trovare un’intesa, senza porre come condizione della prosecuzione della analisi dei problemi, il ritiro del ricorso. Perché, se noi ritiriamo il ricorso, è molto probabile che col clima di pressione che si sta creando sulla Regione e sul Comune di Taranto qualcuno pensi di lasciare il mondo come sta. Il mondo come sta non rimane perché quel piano industriale, ammesso che qualcuno ce lo faccia vedere, e il piano ambientale vanno corretti. Tutto qua. Questa operazione è molto importante perché adesso abbiamo gli uomini e le donne necessari per sorvegliare quel piano ambientale e verificare assieme al governo che tutto ciò che è stabilito venga rispettato”.
Il piano per l’assunzione del personale ARPA Puglia è stato approvato dalla giunta regionale su proposta dell’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Filippo Caracciolo. L’iter normativo si richiama alla assoluta esigenza di assicurare le necessarie attività di vigilanza, controllo, monitoraggio e gli eventuali accertamenti tecnici, potenziando a tal fine la funzionalità e l’efficienza dell’Agenzia. Il direttore di Arpa Puglia Vito Bruno esprime soddisfazione per questo intervento che consente di far fronte alla storica carenza di organico dell’agenzia: “Solo attraverso risorse umane qualificate si può raggiungere un elevato standard di efficienza – ha dichiarato. Abbiamo previsto una vera e propria pattuglia destinata alla città di Taranto e ci stiamo adoperando perché a gennaio ci sia una migliore allocazione strutturale e tecnologica dei laboratori su Taranto. Ci vuole passione per affrontare questi temi e queste 146 unità di personale qualificato ci daranno quell’energia in più che si chiama passione per affrontare un tema di straordinaria importanza”.
Il direttore del dipartimento Ambiente della Regione Puglia Barbara Valenzano, ha detto: “Abbiamo figure professionali specifiche come chimici e biologi, tecnici della prevenzione preposti all’attività di campionamento; impiantisti e componente ingegneristica per quanto riguarda l’ispezione su impianti e processi produttivi; componente geologica anche per le attività connesse alle bonifiche ambientali di cui vogliamo verificare la bontà nei termini del 10% dei controlli in carico all’ente pubblico come previsto dalle norme, con il supporto dell’area amministrativa per l’espletamento di tutte le procedure necessarie”.
Sull’argomento interviene il consigliere regionale tarantino Gianni Liviano. “Fa piacere apprendere che oggi a Bari il presidente della Regione, Michele Emiliano, l’assessore alla Qualità della vita, Filippo Caracciolo, e il direttore del dipartimento Barbara Valenzano abbiano tenuto una conferenza stampa annunciando, secondo quanto previsto dal piano Taranto, assunzioni all’Arpa di Taranto. Lo apprendiamo con piacere perche’ l’intera vjcenda si è sbloccata grazie ad una mia mozione presentata in Consiglio regionale e approvata all’unanimità nonché ad una successiva lettera scritta al presidente Emiliano in cui gli chiedevo di dare attuazione alla mozione perché l’immobilismo “avrebbe poturo portare, come conseguenza, l’irrimediabile perdita dei fondi, 2,5 milioni di euro, da dedicare alle assunzioni per il 2016, e con nessun sintomo di un possibile cambiamento di indirizzo per l’anno 2017″. Non solo, accortomi che una precedente delibera di giunta aveva individuato profili professionali non consoni alle necessità di Arpa Puglia ho messo in contatto il presidente Emiliano con la dirigente di Arpa Taranto, dott.ssa Maria Spartera, perché si ponesse rimedio in quanto le figure tecniche necessarie ad Arpa Taranto riguardano chimici e biologi, tecnici della prevenzione preposti all’attività di campionamento, impiantisti e componente ingegneristica. Per non parlare del lavoro fatto a monte con il direttore di Arpa Puglia, dott. Bruno e con le sigle sindacali. Dispiace invece molto che nè il presidente Emiliano, né altri (eccezion fatta per il direttore dell’Arpa regionale) abbiano avuto la sensibilità di informarmi preventivamente della conferenza stampa odierna. Ci siamo abituati ormai, con tristezza, allo stile dell’uomo solo al comando. Ci sono quelli che lavorano e quelli che si prendono i meriti e fanno le conferenze stampa. Non fa niente: non siamo persone da passerella. Continuiamo a lavorare in silenzio provando a portare, finché ce lo consentiranno, risultati alla nostra comunità”.