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Ilva, Cdp pronta ad entrare in AmInvestCo. Calenda incontra Mittal
Fine settimana movimentato per la vicenda Ilva e in particolare per lo stabilimento di Taranto. La prima novità arriva dal Ministero dello Sviluppo Economico che sta trattando per la cessione del Gruppo siderurgico alla cordata AmInvestco, guidata dal colosso franco-indiano Arcelor Mittal. Nel pomeriggio di oggi – informa il Mise – il ministro Carlo Calenda ha incontrato Aditya Mittal, ceo di Arcelor Mittal Europe and Group CFO. Nel corso dell’incontro – spiega il ministero – tra l’altro sono stati affrontati i punti all’ordine del giorno al tavolo convocato per il prossimo 20 dicembre al Mise su Taranto.
All’incontro di mercoledì prossimo AmInvestco potrebbe arrivare con importanti novità. Cassa depositi e prestiti, infatti, sarebbe pronta ad entrare in società con Arcelor Mittal con il 5,6% delle azioni pari ad un controvalore di circa 100 milioni di euro. Va ricordato che Cassa depositi e prestiti faceva parte della compagine avversa ad AminvestCo insieme agli indiani di Jindal, al Gruppo Arvedi e Del Vecchio (Luxottica). Secondo l’agenzia AdnKronos, inoltre, l’operazione coinvolgerebbe anche Banca Intesa. Insieme rileverebbero la quota di Marcegaglia. In tal senso ci sarebbe già un accordo non vincolante tra i legali di Arcelor Mittal, Cdp e Banca Intesa. L’uscita di Marcegaglia potrebbe trovare spiegazione con quanto anticipato dall’Antitrust Ue che sta esaminando la compravendita dell’Ilva in relazione al pericolo di possibili concentrazioni di quote di mercato dei laminati piani di acciaio.
La riunione del 20 dicembre, quindi, ora assume nuova centralità. Resta da sciogliere, però, il nodo dei ricorsi di Comune di Taranto e Regione Puglia. I due Enti hanno impugnato al Tar il dpcm del 29 settembre scorso perchè allunga fino al 2023 i tempi dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Una questione che Calenda contava di archiviare con la visita lampo dal sindaco di Taranto, durante la quale era stato deciso l’ordine del giorno della riunione di mercoledì prossimo: analisi del piano ambientale del DPCM e verifica dei possibili miglioramenti; condivisione del cronoprogramma della copertura anticipata dei parchi primari; gestione e valutazione del danno sanitario; gestione dell’attività del fondo sociale di Taranto; provvedimenti per l’indotto; condivisione del piano bonifiche di competenza dell’amministrazione straordinaria; istituzione di un centro di Ricerca e Sviluppo sull’acciaio e tecnologie carbon free.
In una successiva conferenza stampa il sindaco Melucci ed il governatore Emiliano hanno, però, spiegato l’intenzione di tenere in piedi i ricorsi anche durante il negoziato. “Se nella trattativa verranno affrontati e risolti positivamente gli elementi costitutivi dell’impugnazione, è ovvio che l’azione legale non avrà più motivo di sussistere e decadrà”, ha ribadito il presidente della Regione. Parole che non sono piaciute al ministro Calenda secondo il quale “non si può discutere conteporaneamente al tavolo negoziale e in un’aula di Tribunale”.