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Taranto, decine di migranti marocchini alla stazione ferroviaria

Pubblicato | da Redazione

La gestione dei migranti è un problema che riguarda da vicino il capoluogo ionico, sede di un hotspot. Proprio sabato c’è stato l’ennesimo sbarco. Nelle ore serali della stessa giornata, è avvenuto un episodio sintomatico di come l’accoglienza vada affrontata con strumenti adeguati. Decine di migranti marocchini si sono riversati nella stazione ferroviaria di Taranto dopo essere transitati dall’hotspot. Qui, si accingevano a trascorrere la notte senza alcun tipo di assistenza. Solo grazie ai rappresentanti dell’associazione Babele i migranti hanno potuto fare rientro all’hotspot e passare la notte al coperto.

A segnalare l’episodio è l’on. Donatella Duranti (Mdp) che evidenzia il prezioso lavoro svolto dai volontari e il “disinteresse assoluto delle istituzioni locali”. Secondo la parlamentare ionica “l’hotspot continua a produrre clandestinità e violazione dei diritti, della Convenzione di Ginevra e della Costituzione italiana mentre il Comune non interviene in alcun modo per farsi carico dell’emergenza relativa a chi viene abbandonato sul territorio cittadino. Voglio ricordare che l’istituzione locale è l’ente gestore dell’hotspot e, ad ora, non ha provveduto neppure a dotare il centro di telefoni ad uso dei migranti per consentire loro di comunicare con parenti ed amici. Ne’ si occupa di garantire alcun tipo di aiuto a coloro i quali vengono lasciati per strada senza soldi, senza possibilità di utilizzare servizi igienici, senza cibo”.

Opinione dell’on. Duranti è che “gli hotspot andrebbero chiusi ma intanto i rappresentanti delle istituzioni locali hanno il dovere di intervenire e garantire misure minime di accoglienza a chi si viene a trovare, nel giro di poche ore, in condizioni di grave precarietà e, talvolta, anche bersaglio della criminalità. Conosco le obiezioni che vengono portate a difesa degli enti locali che, cioè, non avrebbero le risorse per far fronte a questo tipo di emergenza che si ripete periodicamente. Credo che siano pretestuose: si chiedano i fondi necessari e si apra un contenzioso con il Governo. Quello che non è concepibile è il silenzio, l’assenza e lo scaricabarile sulle associazioni e i volontari”.

A tal proposito la deputata tarantina annuncia che continuerà, “come fatto nelle precedenti Leggi di Bilancio, a chiedere maggiori risorse per consentire ai Comuni, in particolare a quelli che sono sedi di hotspot, di organizzare un’accoglienza dignitosa per far fronte a quel tipo di emergenza sociale di cui le uniche vittime sono i migranti. D’altro canto penso non si possano tacere le responsabilità di chi governa la città e, dopo essersi assunto l’onere di ospitare un hotspot, si dimentica degli obblighi di garantire tutele, diritti e condizioni dignitose a chi si trova sul proprio territorio”.