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Verdi Taranto e M5S, dibattito acceso sull’Ilva

Pubblicato | da Redazione

Dibattito sempre acceso sull’Ilva. Sul futuro dell’azienda siderurgica intervengono i Verdi e il Movimento cinque stelle. I primi riprendono una proposta avanzata da Angelo Bonelli nel 2014. I “grillini”, invece, annunciano un volantinaggio dinanzi alle portinerie dello stabilimento.

VERDI: Registriamo un immotivato moto di sollievo da parte di molti per le parole del ministro Calenda: L’azienda ha confermato oltre alle 10mila assunzioni, i livelli salariali attuali quindi il tavolo può ripartire. L’Aia proposta da AM InvestCo rinvia al 2023 l’adempimento di quasi tutte le prescrizioni, compreso il certificato prevenzione incendi che risulta mancante in ben 24 impianti dell’Ilva, mentre è richiesto a qualunque “aziendina” locale. La trattativa di cui parla il ministro non ridurrà questi termini lunghissimi e del tutto inaccettabili. La produzione determinando l’emissione di contaminanti in aria, nelle falde e nei terreni, reitera e consolida la situazione attuale che danneggia la salute degli operai e degli abitanti e l’ambiente. In presenza di un’ulteriore filone di indagine sull’inquinamento del siderurgico, il governo ha garantito ai compratori l’immunità penale fino al 2023, cioè per sei anni che si aggiungono a quelli nei quali la stessa è stata assegnata ai commissari. In definitiva a Taranto nessuna figura apicale risponderà di reati ambientali e/o di quelli legati agli infortuni sul lavoro che già si sono verificati o si dovessero verificare in riferimento all’Ilva. Tutto questo è scandaloso e viene difeso nel nome della tutela del lavoro, eppure se si continuerà a produrre 6 milioni di tonnellate annue, ci saranno almeno 4.000 esuberi. Vi è un tacito patto tra governo e AMInvestCo di rinviare alla primavera prossima ogni decisione sui licenziamenti?

Per uscire da questo vicolo cieco non c’è che una via: riprendere il decreto per Taranto che Angelo Bonelli presentò alla Camera dei deputati il 23 dicembre 2014 in continuità con quanto proposto fin dall’ottobre 2010: chiusura e riconversione ecologica dell’economia. In particolare il decreto prevede la procedura per l’applicazione del danno ambientale (art. 300 del codice dell’ambiente) e l’avvio della messa in sicurezza e delle bonifiche nel SIN di Taranto, nonché il rilancio delle attività economiche e occupazionali di Taranto e della sua provincia con la No Tax Area, con un Fondo temporaneo di sostegno per l’agricoltura e la mitilicoltura, con progetti di riqualificazione, trasformazione e rigenerazione urbana e ambientale a partire dai suoli contaminati che devono essere bonificati. Va effettuata subito la messa in sicurezza d’emergenza delle falde sotto i parchi minerali, come deciso dalla conferenza di servizi del marzo 2016. Vanno utilizzati i fondi europei per riqualificare gli operai e bonificare il territorio, uscendo così una volta per tutte dal falso dilemma lavoro – salute.

MOVIMENTO CINQUE STELLE: I Portavoce del M5S a Taranto per incontrare i lavoratori dell’Ilva, dopo le ultime vicende legate allo stabilimento siderurgico di Taranto. Venerdì 3 novembre, dalle ore 14.00 alle ore 16.00, i portavoce Barbara Lezzi, Antonella Laricchia, Marco Galante ed il sindaco di Ginosa, Vito Parisi, con i portavoce del Comune di Taranto, Francesco Nevoli e Massimo Battista e gli attivisti del meet up “Amici di Beppe Grillo“, incontreranno i lavoratori dell’Ilva di Taranto, davanti alle portinerie dello stabilimento, per informarli su quanto il Governo, di concerto con sindacati ed istituzioni locali, sta programmando per il futuro dell’Ilva, a discapito della città di Taranto, se non verranno rispettate quelle tutele di salvaguardia dei posti di lavoro, dell’ambiente e della salute dei cittadini, proposte dal M5S- Taranto, con la sottoscrizione di un “Accordo di Programma” che garantisca livelli occupazionali e reddituali di tutti i lavoratori da impiegare nelle bonifiche dei siti contaminati, dopo la chiusura delle fonti inquinanti.

Verranno distribuiti volantini esplicativi per confrontarsi sulle decisioni assunte durante l’incontro del 31 ottobre scorso e sulle soluzioni che potranno emergere il 9 ed il 14 novembre prossimi, quando si riapriranno le trattative per discutere del piano industriale e del piano ambientale dell’Ilva, a fronte di quei 5,3 mld di euro di investimenti che dovrebbero rappresentare l’anticamera dell’accordo vincolante per la cessione del gruppo siderurgico. Il M5S continua con forza a chiedere la chiusura delle fonti inquinanti e mantenimento dei livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori, mediante un dettagliato programma già predisposto ed attuabile facendo ricorso a strumenti normativi che dovrebbero garantire anche la riconversione di un territorio dalle incredibili vocazioni naturali che attendono solo di essere valorizzate.