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Ex Cemerad, inizia la rimozione dei fusti radioattivi di Chernobyl

Pubblicato | da Michele Tursi

La pesantissima eredità radioattiva dell’ex Cemerad, tra Taranto e Statte, sta finalmente per essere rimossa. La Ringhiera aveva anticipato l’imminente avvio della rimozione dei fusti e, come previsto, le operazioni cominceranno nei prossimi giorni. I documenti del commissario straordinario Vera Corbelli indicano la settimana in corso, tra il 15 ed il 19 maggio, per l’avvio dei lavori.

La rimozione vera e propria inizierà giovedì 18 maggio. I primi ad essere allontanati saranno i 79 fusti con i filtri di condizionamento contaminati dall’esplosione della centrale di Chernbyl nell’87. Si tratta del materiale a più altra radioattività contenti radionuclidi di cesio 134 e 137, sottoprodotto della fissione nucleare dell’uranio.

La rimozione sarà effettuata dagli operatori della Sogin e della Nucleco, aziende che operano per conto del commissario straordinario. I fusti saranno trasportati nel sito autorizzato di Casaccia, vicino Roma. Prima della movimentazione sarà effettuata l’ultima verifica dello stato di conservazione e il controllo dell’idoneità al trasporto. Alle operazioni è prevista la presenza degli uffici del commissario straordinario, della prefettura di Taranto, del comune di Statte, oltre che delle forze di pronto intervento e di pronto soccorso.

Nel capannone in località Vocchiaro si trovano complessivamente 16.500 fusti. 3480 contengono rifiuti radioattivi, tra i quali 22 contenti sorgenti e 57 filtri da evento Chernobyl. Ci sono anche 13.020 rifiuti radioattivi potenzialmente decaduti. Il sito ex Cemerad si estende su una superficie complessiva di 3840 metri quadri, di cui 672 costituiti dal capannone in pietra leccese e lamiere.