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Ilva di Taranto, altalena di notizie sul futuro del siderurgico

Pubblicato | da Michele Tursi

Altalena di notizie sul futuro dell’Ilva. Dal Canale della Manica arriva l’ok della Corte del Jersey allo sblocco del “tesoretto dei Riva”. Si tratta di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro sequestrati dalla Procura di Milano nell’ambito di un’inchiesta di natura fiscale a carico degli ex proprietari dell’azienda. Proprio a seguito di un accordo tra i magistrati lombardi e quelli di Taranto, la somma sarà destinata ad interventi di ammodernamento degli impianti dello stabilimento ionico che dovrebbero ridurre l’impatto delle emissioni inquinanti sul territorio.

La procedura, però, ha suscitato molte perplessità proprio perchè l’intesa (che presuppone anche l’adozione del patteggiamento per alcuni imputati in Ambiente svenduto) non destina la somma alla bonifica del territorio ma ad interventi nello stabilimento. Dopo il via libera della Corte del Jersey è necessario, adesso, il consenso del Tribunale di Losanna, in Svizzera.

Intanto, è polemica sui tempi della vendita dell’Ilva. Secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos i commissari avrebbero chiesto la proroga della validità delle offerte presentate, in scadenza il 30 giugno 2017, al 30 giugno 2018. L’azienda è intervenuta sul caso con una nota stampa. “In relazione alle infondate notizie diffuse da alcuni organi di informazione – scrive l’Ilva – i Commissari Straordinari della procedura di amministrazione straordinaria di Ilva S.p.A. confermano che i tempi e le modalità attualmente fissati per l’espletamento della procedura per il trasferimento dei complessi aziendali non sono stati modificati”.

Prima che i Commissari rendessero pubblica la loro versione, il presunto rinvio dei termini della procedura di vendita aveva suscitato la reazione dei sindacati. “Solo qualche giorno fa – ricorda Rosario Rappa, della segreteria nazionale della Fiom Cgil – il ministro Calenda e la viceministro Bellanova avevano comunicato ai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm l’aggiudicazione dell’Ilva entro maggio, confermando una convocazione preventiva dei sindacati per illustrare le risultanze dei commissari. È necessario a questo punto che il governo intervenga pesantemente sui commissari, lautamente retribuiti, affinché facciano il loro lavoro e portino a compimento il mandato per cui sono stati nominati, vale a dire la vendita dell’Ilva entro il 30 maggio 2017, così come previsto dal bando e ribadito dal ministro e dalla viceministro nell’incontro di mercoledì scorso. Se ciò non dovesse avvenire si aprirebbe un rapporto conflittuale anche con il governo. Non vorremmo che dietro il continuo slittamento della data di aggiudicazione ci sia in realtà la volontà di continuare a gestire l’Ilva in amministrazione straordinaria in maniera “discutibile”, continuando a gestire appalti, acquisti, assunzioni e consulenze”.

“Forse ci si dimentica – sottolinea Valerio D’Alò, segretario generale della Fim Cisl – che il tempo sta logorando lo stabilimento, che c’è un’Aia da realizzare, un’ambientalizzazione dovuta a tutta la città di Taranto. Non da meno c’è necessità di lavoro, di rilancio dello stabilimento perché ora più che mai, i lunghi mesi in Cds prima, in cassa integrazione ora, pesano oltremodo sulle spalle delle famiglie dei lavoratori. L’appalto è allo stremo ed ogni annuncio di rinvio non genera certo tranquillità”.

Che le condizioni dello stabilimento non siano ottimali, lo si deduce anche dal provvedimento di chiusura di ben 14 refettori adottato nei giorni scorsi da Asl e carabinieri del Nas.