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Taranto, si allarga la coalizione di Romandini sindaco

Pubblicato | da Redazione

Si allarga la coalizione a sostegno di Luigi Romandini. Sale a tre il numero delle liste che corrono per l’ex dirigente della Provincia. L’ultima nata è “Taranto d’amare” che va ad aggiungersi a “Luigi Romandini Sindaco” e “Taranto sorridi”. Si apre l’ultima settimana per la presentazione delle liste. Il Comune di Taranto, infatti, fa sapere che le candidature vanno depositate presso la Segreteria Generale del Comune, al secondo piano di Palazzo di città. Gli ultimi due giorni utili sono i prossimi 12 maggio (dalle 8 alle 20) e 13 maggio 2017 (dalle 8 alle 12).

“Le nostre liste – si legge in una nota stampa di Romandini – intercettano le istanze e le esigenze dei cittadini, abbracciano strati sociali diversi: operai, commercianti, studenti, professionisti, pensionati. La coalizione propone un programma che procede sul doppio binario: da un lato le emergenze cittadine, dall’altro la programmazione di una nuova fase di sviluppo rispettosa della salute e dell’ambiente con risorse finanziarie già individuate con specifici fondi europei o progetti di finanza. Taranto ha bisogno di tornare ad essere una città vivibile. Pulizia delle strade (in centro come in periferia), potenziamento dell’illuminazione pubblica, miglioramento dei servizi di trasporto, raccolta differenziata, rilancio del commercio, lotta all’abusivismo di qualsiasi tipo, sicurezza per i cittadini, parcheggi, decongestionamento del traffico”.

Luigi Romandini
Luigi Romandini

“In parallelo – continua il documento – sono già pronti progetti per rilanciare l’economia della città, creare nuovi posti di lavoro, liberare Taranto dai fumi e dai veleni delle grandi industrie e del malaffare, riappropriarsi di aree demaniali di grande pregio, rilanciare le periferie urbane e costiere, sviluppare il turismo, le attività legate al mare, valorizzare il patrimonio artistico e culturale. Taranto in questi anni è stata utilizzata da partiti e movimenti nazionali, dai loro referenti regionali e locali. Alcuni di questi hanno cinicamente utilizzato i problemi della nostra città, le nostre ferite, i nostri drammi per costruire carriere politiche, per assicurarsi una ribalta nazionale e una visibilità che altrimenti non avrebbero avuto. Bari, Lecce, Brindisi sono cresciute hanno avuto occasioni che a Taranto sono state negate a causa di una classe politica che ha sacrificato la città per gli interessi di bottega”.

Secondo Romandini “a più di qualcuno conviene mantenere la città in uno stato di emergenza e di perenne bisogno; conviene affamare i tarantini, innescare paure e ricatti. Abbiamo visto mettere in campo la politica delle continue promesse, dei tavoli che non concludono mai niente. Per anni ci hanno offerto le briciole spacciandole per un banchetto luculliano. Ora Taranto vuole sedersi al tavolo con pari dignità, vuole essere rispettata, vuole che siano finalmente riconosciute le tante risorse di cui dispone. È giunto il momento di diradare la cortina fumogena alzata dalle forze di destra, di sinistra, di centro”.