Il lato bello
Taranto, sette giorni dopo l’Addolorata “nazzica” ancora
La Confraternita dell’Addolorata celebra giovedì 20 aprile alle 19:30 per la quarta volta in San Domenico il “Septimo Die” ossia la commemorazione solenne del “Settimo Giorno”. Il Simulacro della Madre dei Dolori dopo il rientro del pellegrinaggio del Giovedì santo è stata esposta in modo solenne nella cappella nella quale la Confraternita ha preparato l’altare della reposizione: e il settimo giorno appunto sarà traslata da questa cappella sino ai piedi dell’altare maggiore.
“Una cerimonia pensata – spiega il priore della confraternita Raffaele Vecchi – per continuare ad ammirare lo splendido Simulacro del XVII secolo, ancora una volta da vicino, per poter pregare tutti insieme, confratelli, consorelle ed i tanti devoti, per vedere ancora una volta i lumi accesi, per ascoltare ancora una voce che ordinerà: Nguè!, per vederla nazzicare un’ultima volta al canto della ”Desolata”, per portarci inevitabilmente con la mente alla notte del Giovedì Santo appena trascorso”.
“Mai come quest’anno – continua Vecchi – il pellegrinaggio ha onorato la nostra Madonna Addolorata: una processione raccolta, penitente, religiosamente corretta e al tempo stesso serena, senza alcuna sbavatura anche quando al ritorno la stanchezza è divenuta palpabile e quando tutti, e dico tutti, amministratori, collaboratori, confratelli in abito, abbiamo dato prova di disciplina e di correttezza di comportamento. Un pellegrinaggio diversamente antico: il cadenzato, pieno, continuo, ininterrotto crepitare della troccola, le melanconiche note delle marce funebri, la folla, il freddo della notte, e poi il sole del giorno, le preghiere, forti ed insistenti, dei torcianti e dei confratelli incappucciati, sono tutti aspetti di una stessa processione che è rimasta nel nostro cuore come nel cuore dei tantissimi fedeli tarantini e dei devoti della Madonna Addolorata che hanno accompagnato il percorso della Vergine”.
Il rito della Settimana Santa tarantina termina giovedì con il Septimo Die. La funzione è aperta a tutti e sarà celebrata da mons. Marco Morrone, padre spirituale della Confraternita dell’Addolorata. L’inizio è fissato per le 19,30.