Sul Pezzo
Allarme meteo… sta uscendo il sole!
D’accordo la prudenza non è mai troppa. Soprattutto in un paese come l’Italia che a furia di cementificazione è diventato friabile come quel tonno che si taglia con un grissino. L’Italia è a rischio anche perchè non vengono più effettuati interventi “ordinari”, viaggiamo in perenne regime straordinario ed urgente: sulle manutenzioni le mazzette sono modeste, mentre la ricostruzione è sempre un bel business per speculatori e tangentisti.
Insomma, per tutte queste… pubbliche virtù italiche è prassi, ormai, che al primo timore di pioggerella primaverile, al primo presunto alito di vento, alla prima bassa pressione in arrivo dai Balcani, le pubbliche amministrazioni diramino tremendi “Messaggi di allerta” con interminabili elenchi di enti, società pubbliche e private, forze dell’ordine, forze armate. Dopo aver passato in rassegna tutti i livelli della pubblica amministrazione centrale e locale, arriviamo al cuore del messaggio: il bollettino meteo.
Ci attendiamo catastrofi, diluvi universali, esondazioni, tempeste tropicali, cicloni, chicchi di grandine grossi come noci di cocco. Niente di tutto ciò. La specie umana è salva. Mettete di nuovo in garage l’arca fai da te di Ikea. “Precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati da deboli a localmente moderati”. Tutto qui! Una banale pioggia primaverile. Annunciano Terminator, si presenta il rag. Filini.
Va bene. La prudenza non è mai troppa. Ma è serio procedere in questo modo? Un’interminabile sequenza di allarmi inutili (o quasi), non cancella quei casi in cui l’allarme sarebbe servito, ma non è arrivato o è giunto in ritardo. Forse nei palazzi del potere romano pensano così di mettersi la coscienza a posto, mentre morti e macerie gridano ancora giustizia. Proponiamo modifica costituzionale: l’Italia è una Repubblica fondata… sugli allarmi meteo. Meno male che arriva l’estate. A proposito… allarme, sta uscendo il sole!