Elezioni 2017, Piani Alti
Elezioni Taranto: tavolo Liviano, un suicidio politico assistito
Le primarie non piacciono a nessuno. O meglio, l’unico disponibile sarebbe stato Capriulo. Gli altri no, ognuno per le proprie legittime ed inconciliabili ambizioni.
Il tavolo allestito da Gianni Liviano, consigliere regionale ed ex assessore al Turismo della Giunta Emiliano, salta proprio quando si stava componendo in maniera trasversale e, diciamolo, e alquanto confusa.
In verità, Liviano avrebbe preferito di gran lunga due opzioni su tutte: Cosimo Nume (presidente Ordine provinciale dei Medici) e Lelio Miro (presidente della Banca di Taranto). L’indisponibilità dichiarata da entrambi ha poi indotto il consigliere regionale – come lui stesso ha sempre rendicontato sui social e su qualche giornale, senza essere mai smentito da alcuno – a cercare una difficile composizione tra varie anime della società civile e della politica. Mettiamola così, la premessa non era proprio delle migliori: ne preferivo altri, adesso vediamo cosa possiamo fare.
Dunque, una serie di nominativi autorevoli e riconosciuti (ognuno per il proprio campo) è stata settimanalmente messa assieme nel tentativo (vano) di far conciliare ambizioni personali ed interessi collettivi.
Un’operazione che non ci convinceva, lo abbiamo detto anche qualche giorno fa in diretta, e che oggi consegna alla cronaca la conferma dei nostri dubbi. Liviano, nella sede della sua associazione, ha tentato di comporre un quadro a tinte varie difficilmente raffigurabile anche dal punto di vista elettorale, non solo politico.
I nomi in campo, e di volta in volta messi sul tavolo del confronto, erano quelli di Emanuele Papalia, Anna Rita Lemma, Adriano Calzolaro, Riccardo Pagano, Vincenzo Fornaro, Dante Capriulo Piero Massafra. Franco Sebastio non è mai stato concretamente di questa partita pre elettorale. Nume e Miro avevano già risposto no grazie addirittura ad una ipotesi già unitaria, quindi senza primarie, avanzata sempre da Liviano.
Il consigliere regionale lo scorso 28 febbraio sulla sua bacheca di Fb aveva lasciato aperta la porta a chi ancora avrebbe voluto prendere parte alla competizione preliminare: “Abbiamo chiesto alle persone che, generosamente si propongono come possibili candidati sindaci nel segno del cambiamento e della discontinuita’, di SCEGLIERNE uno solo tra loro attraverso le VOTAZIONI PRIMARIE da svolgersi nel mese di Marzo. In bocca al lupo a chi riterra’ di preferire un percorso solitario, GRAZIE a chi invece cerchera’ di camminare insieme attraverso questa modalita’.
Ieri sera, il posto che scrive la parola fine.
“Ho provato ad alzare il livello col dott. Cosimo Nume e con l’Avv. Lelio Catello Miro ma Non hanno accettato. Ho poi provato a mettere insieme alcune persone che stimo, anche attraverso le elezioni primarie, ma ognuno vuole andare per conto suo. Ho provato e ora mi fermo…basta cosi“.
Insomma, il suicidio assistito – giorno per giorno – di una operazione politica nata male.