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Elezioni Taranto, la rinuncia di Matacchiera dopo il flop della piazza
Si dice che la notte porti consiglio. Sono bastate poche ore a Fabio Matacchiera, ambientalista tarantino, per decidere sul suo futuro di candidato sindaco. Come abbiamo scritto ieri sera (nell’articolo che segue), la piazza non ha risposto all’appello. Matacchiera ne ha preso atto. Aveva rimandato la decisione di 48 ore, Ma questa mattina, poco dopo le 7, un post sulla sua bacheca Facebook annuncia la decisione: “Non mi candiderò”.
Ecco come Matacchiera spiega la scelta. “La mia eventuale decisione di candidarmi a sindaco di Taranto – scrive – era vincolata ad una significativa e massiccia risposta della piazza, risposta che ieri sera è stata parziale e non convincente. Per questo motivo, coerentemente con quanto dichiarato fin dal primo momento, comunico la mia decisione di non candidarmi. Ringrazio le diverse centinaia di persone che erano presenti e ringrazio anche quelli che hanno preferito starsene a casa che mi hanno dato modo di riflettere meglio e di fare la scelta più giusta ed opportuna. Continuerò con il mio lavoro e le mie attività, come ho sempre fatto. Ci ho messo la faccia, ancora una volta e non me ne dispiaccio assolutamente. Ho dato tanto a Taranto e, a mio modo, continuerò a farlo. Grazie a tutti”.
Matacchiera, la piazza non risponde: fra 48 ore la decisione sulla candidatura
E’ un grave errore politico contare le persone che assistono ad un comizio, in piazza… in qualsiasi piazza. La folla raramente è coincisa con il risultato elettorale. Al tempo delle rete, poi, il rischio di sbagliare diventa doppio.
E’ forse ancor più evidente l’errore (ovviamente in buona fede) di volersi misurare politicamente con una piazza, quasi sfidando la voglia di partecipazione. Fabio Matacchiera, secondo noi, questo errore stasera a Taranto lo ha compiuto. E rischia di pagarlo a caro prezzo: ha subordinato la scelta di candidarsi all’affluenza. E l’affluenza non può averlo soddisfatto. No.
Alle 19 in piazza della Vittoria non c’era una folla di cui andare numericamente orgogliosi: tutt’altro. Pochi fedelissimi e tanti curiosi, dentro la piazza e soprattutto intorno. Una folla attenta, in parte plaudente, ma colpita essa stessa, riteniamo, dalla mediocre affluenza nonostante il battage facebook e la cartellonistica stradale dedicata al comizio.
Matacchiera forse ha sbagliato tattica. Si candidi a sindaco, ne ha diritto e il suo contributo risulterà utile come quello degli altri papabili. Ma costruisca il proprio consenso senza per questo dover contare la sua base già in partenza. Perché una base ‘politica’, dopo gli ultimi anni di isolamento attivo, non ce l’ha: la stima e l’affetto non bastano per ottenere il voto. Sono una buona premessa – come le sue serie battaglie per l’ambiente – ma poi sono le idee a fare la differenza. E soprattutto, il prof non compia l’errore politico di dare per scontata la popolarità della sua meritoria biografia ambientalista.
E qui siamo al secondo errore: Matacchiera ha spinto sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico, destinando in fondo al suo discorso, svolto a braccio, questioni che rimandano più direttamente al suo noto impegno sociale (stop inquinamento, tutela dell’ambiente, lotta ai veleni, tutela dell’aria, del mare..).
Matacchiera si è dato 48 ore di tempo per riflettere sul da farsi.
Se fosse per la piazza di stasera, la riflessione dovrebbe essere molto attenta e serena. Dopodiché, il prof ha il sacrosanto diritto di cimentarsi, se ritiene. Ma di ordine pubblico se ne continuerà ad occupare il Questore.