Salute
Tubercolosi, un caso in succursale Righi. Il preside. “Tutto sotto controllo, classe in profilassi”
Il preside Malvani è tranquillo. Ha inoltrato la richiesta di disinfezione degli ambienti ma la prassi, in questi casi, nemmeno la prevederebbe.
Si tratta del Righi, storico istituto tecnico industriale di Taranto. Precisamente della succursale del quartiere Paolo VI.
Nelle scorse settimane, uno studente (della succursale di Paolo VI, lo ripetiamo) ha accusato sintomi che successive diagnosi avrebbero ricondotto alla tubercolosi. Un sospetto fondato, evidentemente, tanto da indurre l’Asl ad avviare ciò che in questi casi il protocollo di prevenzione richiede. La tubercolosi, che stando a quanto abbiamo appreso nelle ultime ore, sarebbe più diffusa di quanto si potesse immaginare (certo, si parla di alcune decine di casi, attualmente, nel territorio ionico) può essere trasmessa per contagio in caso di contatto non inferiore alle quattro ore consecutive con chi ne sia affetto.
Dunque, familiari stretti e compagni di scuola dello studente saranno sottoposti a profilassi. Alcuni genitori avrebbero già ricevuto la lettera dell’Asl per avviare l’iter sanitario. La notizia ha fatto presto il giro dell’istituto e del quartiere, generando comprensibile agitazione nelle famiglie. Stamane, non a caso, nella succursale di Paolo VI del Righi gli assenti non erano affatto pochi.
Il prof Malvani, che del Righi è dirigente da due anni, ci ha confermato il caso e la serenità con la quale lo si sta affrontando. “Non è un’emergenza – ci ha riferito – non c’è alcun allarme tubercolosi a scuola. E’ un caso singolo e fortunatamente superato: ma la profilassi è d’obbligo. L’Asl ci ha spiegato come si tratti di una normale prassi preventiva. E che il contagio sia possibile in condizioni di stretto e continuo contatto. Non c’è alcun allarme, dunque. E la mia stessa richiesta di disinfezione degli ambienti potrebbe risultare come un eccesso di zelo. Mi dicono non sia strettamente necessaria. Insomma, è tutto sotto controllo e gli stessi medici dell’Asl, che ringrazio, ci hanno tranquillizzati in tal senso” ha dichiarato il prof Malvani poco fa a La Ringhiera.