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Taranto, botti di Capodanno… scoppia la polemica

Pubblicato | da Redazione

Le parole sono importanti, supplicava Nanni Moretti in “Palombella rossa”. Chissà se Pierdaniele Friscira, presidente del sindacato nazionale operatori pirotecnici (Sinop), la pensa allo stesso modo. Intanto, ha scritto al prefetto, al sindaco di Taranto e alle redazioni giornalistiche invitando a non fare confusione tra quelli che “vengono impropriamente definiti botti di capodanno” e “fuochi d’artificio”.

La materia è regolata dal Regio Decreto n. 773 del 18/6/1931 “Testo Unico Leggi di P.S. o TULPS” e successivo “Regolamento di attuazione del TULPS” o Re-TULPS R.D. n. 635 del 6/5/1940 che classificano col termine “fuochi d’artificio” (IV^ categoria Re-TULPS) quelli destinati ad uso esclusivamente professionale sparati nel corso delle feste religiose e/o civili delle città”. Secondo il presidente del Sinop ciò genera “una enorme confusione, specie presso i Comuni italiani che hanno emanato delle Ordinanze di divieto che addirittura invocano l’applicazione dell’art. 57 del TULPS, cioè il permesso di accensione da richiedere al Sindaco, quale autorità locale di P.S. e l’abilitazione tecnica di chi li accende (art. 101 Re-TULPS, abilitazione tecnica allo sparo dei fuochi d’artificio), anche per quelli di semplice utilizzo tipo, ad esempio, la fontanina da uso interno o le bottigliette spara stelle filanti, anch’esse da uso interno e classificate come fuochi d’artificio Categoria F1 CE”.

Insomma, il paradosso è che si possa incorrere in una multa anche accendendo una stella filante sulla torta, mentre il bombarolo all’angolo di casa fa affari d’oro vendendo indisturbato botti clandestini che assomigliano a pericolosi ordigni esplosivi. Fa bene, quindi, il Sinop ad accendere i riflettori sulla questione ed a chiedere a prefetti e sindaci di formulare in maniera corretta i provvedimenti in materia. E’ giusto anche richiamare l’attenzione degli organi di informazione, ma i toni della diffida sembrano eccessivi.

Il teorema di Friscira è più o meno questo: la diffusione di notizie generiche sui botti di capodanno, genera confusione e timore nei consumatori. Ciò comporta un calo delle vendite dei prodotti autorizzati e non pericolosi (se usati correttamente) e “vanifica gli investimenti faticosamente effettuati dalle imprese proprio sul piano della sicurezza, opera ad esclusivo vantaggio della concorrenza sleale del mercato illegale che diffonde prodotti privi di ogni requisito di sicurezza, i soli che provocano quei danni alla incolumità fisica e all’ambiente, come sovente prospettato nei servizi radiotelevisivi e negli articoli apparsi su alcuni giornali”. Il Sinop, pertanto, diffida “dal diffondere nuovamente delle notizie nel senso sopra rappresentato, avvertendo che, in difetto, lo stesso sindacato procederà giudizialmente per il risarcimento di tutti i danni già subiti e subendi dalle imprese del settore anche con le modalità, ove consentito, dell’azione collettiva”.

Un giusta rivendicazione formulata in maniera errata rischia di… scoppiare in mano allo stesso sindacato. Forse bisognerebbe abbassare i toni, piuttosto che alzarli.

Il problema, però, esiste. La Lav di Taranto (lega anti vivisezione) chiede ai sindaci di Taranto, Pulsano, Leporano, Massafra e Grottaglie di “emanare un’Ordinanza che vieti l’utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere su tutto il territorio comunale, affinché i festeggiamenti di Capodanno non si traducano in una tragedia per gli animali, oltre che per salvaguardare l’incolumità delle persone”.

Secondo la Lav “il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli così al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso poi di esplosioni a ridosso dell’animale, sia d’affezione che selvatico, vagante o di proprietà, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature”.

“Contestualmente all’Ordinanza – dichiara Rosj Savino, responsabile della Lav di Taranto – abbiamo chiesto ai Sindaci di avviare una campagna informativa rivolta sia agli organi di vigilanza affinché ne facciano rispettare le disposizioni, sia ai cittadini per far comprendere loro come per festeggiare il nuovo anno e le feste in genere non si possa e non si debba mettere a rischio la propria incolumità, quella delle persone e quella degli animali.”