Sul Pezzo
Taranto porto di terza generazione
In rete con il mondo. Questa la filosofia di Grimaldi Lines che da poco più di due mesi ha avviato un collegamento di trasporto Ro-Ro, con due toccate settimanali, da e per il porto di Taranto. Dopo l’abbandono di due players importanti come Evergreen e Hutchinson, lo scalo ionico entra nella rete di un gruppo italiano con grandi numeri: 150 navi, 130 porti raggiunti, 13mila dipendenti, investimenti per 4 miliardi di euro negli ultimi dieci anni.
Collegamenti marittimi con una prerogativa ben chiara: sviluppare e incentivare l’utilizzo delle autostrade del mare, cioè il trasporto di merci caricate su camion. Un segmento cresciuto vertiginosamente nell’ultimo decennio. Nel 2006 Grimaldi movimentava tre milioni di tonnellate di merci, nel 2016 le tonnellate sono diventate 24 milioni. E si prevedono ulteriori sviluppi legati alla “trailerizzazione”, lo sgancio del vano merci del camion che viaggia senza autista. Una modalità che consente un risparmio economico ed un notevole abbattimento delle emissioni di CO2. “Non lo diciamo noi – sottolinea Guido Grimaldi, direttore commerciale del Gruppo – ma lo ha certificato il Rina, il Registro navale italiano: le autostrade del mare emettono il 50% in meno di CO2 rispetto al trasporto autostradale”. (Vedi intervista a Guido Grimaldi)
Questi temi sono stati al centro del convegno organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, svoltosi a Palazzo di città. I lavori sono stati coordinati dal presidente dell’Autorità, Sergio Prete che ha ricordato gli interventi di potenziamento infrastrutturale in corso a Taranto ed ha sottolineato l’importanza della presenza di Grimaldi Lines e gli sforzi che lo scalo ionico sta compiendo per diversificare i traffici. Protocolli d’intesa sono stati siglati con la Regione Basilicata per fare di Taranto l’hub di riferimento della Lucania soprattutto per le merci agroalimentari. Il capoluogo ionico punta anche sul settore turistico. Oltre agli approdi programmati per il 2017, si sta già definendo il calendario per il 2018. Lo scalo punta a diventare un porto di terza generazione. (Vedi intervista al presidente Sergio Prete)
Il porto, dunque, vero e proprio asset strategico per lo sviluppo del territorio ionico. Lo ha ribadito nel suo intervento, il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo. “Oggi la nostra vision di futuro – ha detto -può contare su condizioni favorevoli proprio guardando, in primis, al Porto di Taranto ed alle prospettive di apertura ai traffici marittimi che grazie al nuovo operatore ci consentono di acquisire un pass privilegiato per le Autostrade del Mare. Siamo insomma convinti di aver già imboccato, dopo anni di incertezze, una nuova stagione di rapporti che potranno intercorrere fra il sistema Porto e il sistema Città, ed il nostro auspicio è che questa convinzione possa essere a breve avvalorata da una effettiva ricaduta di benefici sul territorio, ovvero che dalla mera programmazione si passi, laddove ancora non è avvenuto, ad una piena operatività”.