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Taranto, i problemi restano. Anzi…
Due ripartenze e un gol mancato nel primo tempo. Nemmeno un tiro in porta nel secondo, nonostante lo svantaggio da recuperare (gol subito al 46′) e la superiorità numerica per mezz’ora.
Troppo poco per restare a galla. Il Taranto ha cambiato l’allenatore ma non può bastare. La squadra è incompleta. A centrocampo non sa costruire. In attacco, quei pochi palloni vaganti si sgonfiano al penultimo passaggio.
Sì, Prosperi ha ragione. Qualche progresso rispetto al recente passato si è visto (una decina di minuti del primo tempo..) Poi c’è il Taranto che gioca male e perde. Quello di Papagni giocava malissimo e faceva punti. E 9 punti, sino a 15 giorni fa, rappresentavano un bottino di tutto rispetto.
Dopo il pareggio con il Catania (squadra che alla lunga raggiungerà i primi posti della classifica, dopo essere partita da -7), il presidente Zelatore disse alla tv, in diretta. “Adesso il calendario ci pone squadre alla nostra portata e dovremo fare punti”. Il Taranto da allora ha perso due scontri diretti per la salvezza: a Catanzaro e in casa con il Fondi (ieri). nemmeno Matera e Catania erano riuscite nell’impresa di conquistare il terreno tarantino.
La squadra di Papagni non divertiva. La squadra di Prosperi non ha divertito. Ma l’obiettivo quest’anno non è lo spettacolo. E’ la salvezza. Ma bisogna fare i punti necessari. Chi cerca il bel gioco, o semplicemente un gioco normale, dovrà farsene una ragione.
Lo ripetiamo da settimane, il Taranto questo è. E nessuno faccia finta di non averlo saputo in tempo. Obiettivo salvezza. E non sarà facile. Prima la piazza se ne renderà conto e meglio sarà per tutti.