Sul Pezzo
Ilva, ferito operaio. Denuncia dell’Usb. Verdi Taranto: dove sono le prescrizioni Aia?
Un altro infortunio questa mattina nell’area LAF dell’Ilva di Taranto. Un operaio di un’impresa dell’appalto è stato colpito da un forchino in movimento nel reparto ZIN2. L’uomo è rimasto ferito ma non è in pericolo di vita. A diffondere la notizia è Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb secondo il quale questo ennesimo infortunio testimonia “il disordine che ormai c’è nell’Ilva”.
L’Unione sindacale di base, oltre a denunciare questo stato di cose, ha inviato una lettera alla direzione dell’Ilva per sollecitare l’avvio della procedura di rinnovo dei delegati di fabbrica (Rsu). “Abbiamo usufruito delle indicazioni del regolamento che prevedono la possibilità di procedere con le richieste tre mesi prima delle scadenze naturali – spiega Rizzo in una nota – un atto necessario per scegliere i rappresentanti all’interno dell’azienda”.
Secondo l’Usb eleggere i rappresentanti sindacali è “quanto mai importante in questo momento per i lavoratori che si trovano a vivere una situazione insostenibile, sotto ogni punto di vista, all’interno dell’Ilva. E in queste elezioni finalmente tutto sarà proporzionale al numero dei voti, in quanto ai federali non spetterà più la quota di garanzia. Un atto democratico dovuto. I lavoratori avranno i loro rappresentanti, così come hanno scelto”.
Intanto, i Verdi di Taranto in una nota si interrogano sullo stato di attuazione delle prescrizioni dell’AIA Ilva “considerato che l’ultimo documento ufficiale dell’Ispra in merito è di marzo e si riferisce alla visita ispettiva di gennaio”. Oltre ad esprimere nostra solidarietà agli abitanti dei Tamburi, le prime vittime del wind day, e a coloro che sono particolarmente vulnerabili, bambini, anziani, soggetti allergici, i Verdi richiamano alle loro responsabilità “coloro che devono attuare le prescrizioni a tutela della salute dei tarantini e degli stattesi e di chi deve monitorarne l’attuazione”.
“La misura è colma da anni – scrivono – ma ancora di più dopo l’ennesimo episodio di emissioni non convogliate segnalato da una ecosentinella il 4 settembre, dopo l’ennesimo wind day segnalato dall’Arpa, dopo l’ennesima proroga delle prescrizioni contenuta nel decimo decreto, dopo l’ennesima voce non ufficiale di interessamento all’acquisizione da parte di una multinazionale e dopo i gravissimi dati sugli effetti a breve termine per la salute umana dei wind days pubblicati a luglio dal Centro Salute e Ambiente e diffusi da Peacelink.
Ricordiamo che nel 2013 proprio l’attuazione dell’AIA è stato l’elemento che ha spinto la Corte costituzionale a rigettare l’eccezione di legittimità nei confronti di uno dei primi decreti. Ci chiediamo inoltre come i tre “esperti” nominati dal governo possano valutare il piano ambientale se non conoscono lo stato di attuazione dell’Aia. Chi può avere interesse realmente a comprare un’azienda che non è in grado di rispettare la tempistica prevista dall’AIA? Facile ipotizzare che i potenziali compratori pensino ad ulteriori deroghe, mentre è certo che i decisori navighino a vista non conoscendo i dati sull’attuazione delle prescrizioni Aia. I tarantini sanno bene che non sono tutelati per nulla dai decisori e subiscono ancora una volta gli inutili divieti di transito del sindaco”.