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Taranto, ecco i Centri commerciali naturali

Pubblicato | da Michele Tursi

La rete commerciale è linfa vitale che scorre nel tessuto urbano. Una città ben organizzata, ha servizi efficienti ed esercizi commerciali diffusi in maniera capillare ed ordinata sul territorio. Allo stesso modo una rete commerciale per essere equilibrata ha bisogno di un tessuto urbano omogeneo e senza strappi. Nelle moderne città in cui a regolare le colate di cemento, quasi sempre, non sono stati e non sono i piani urbanistici, ma le grandi speculazioni edilizie, queste condizioni non si verificano quasi mai.

Le antiche piazze ed i centri storici sono stati circondati e talvolta soggiogati da agglomerati urbani, brutti, spesso, privi di identità e, soprattutto di servizi. Uno sviluppo disordinato ha costretto successivamente a progettare interventi per ricucire, rivitalizzare, rendere più vivibili le città. E’ accaduto anche a Taranto che da borgo di pescatori è diventata prima una città-caserma e poi una città-fabbrica.

In piena crisi industriale, ora Taranto si trova a fare i conti con il suo passato tentando di immaginare un futuro che tarda a diventare presente. Ed è proprio in questa sorta di caos primordiale che arriva un documento che vuole fare ordine, imporre una logica per rimediare agli errori del passato e per dare un assetto diverso alla città dei prossimi anni.

Duc Camera di commercioIl Distretto urbano del commercio, anzi il Piano operativo di sviluppo del Distretto urbano del commercio, predisposto dalla Camera di commercio e consegnato al Comune di Taranto, può diventare una grande occasione di miglioramento per Taranto, non solo in senso strutturale ma anche di approccio alle criticità e al loro superamento. Il Piano predisposto in collaborazione con le associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti), è una sfida che il territorio non può lasciare cadere nel vuoto. Ed è un’eredità che l’Amministrazione comunale uscente dovrà consegnare al nuovo esecutivo che dal 2017 governerà la città.

L’obiettivo di fondo del Distretto urbano del commercio è quello di “riequilibrare il rapporto tra centro e periferia, tra piccoli negozi e ipermercati, intraprendendo un piano d’azione sostanziale, capace di incidere nella riqualificazione degli spazi pubblici e nel miglioramento della qualità della vita urbana”. Il documento individua e focalizza la sua attenzione su due Centri commerciali naturali (Ccn): Città Vecchia-Borgo (Taranto storica) e Tre Carrare-Solito-Italia-Montegranaro (Taranto moderna).

La “Taranto storica” dovrà puntare sulle attrattività storiche e culturali, sugli eventi, sull’esperenzialità di vivere luoghi gradevoli, adatti alla «slow life», dove incontrare persone, fare acquisti e valorizzare l’offerta turistica. La “Taranto moderna” dovrà integrare e rafforzare la più grande area commerciale naturale della città per ritornare ad essere punto di attrattività per l’intera provincia tarantina.

Una sfida che dovrebbe appassionare ed entusiasmare gli amministratori, le associazioni di categoria, gli operatori commerciali, anche perchè presuppone uno scatto verso una dimensione veramente “smart”. In realtà, la sfida è doppia. “Una delle conditio sine qua non perché Taranto sviluppi concretamente un Distretto del Commercio Urbano – recita il documento redatto da Sicamera – è creare le condizioni per cui la città diventi una Smart City (…) l’offerta commerciale cittadina e conseguentemente il suo recupero in termini di competitività, è direttamente interconnesso con la capacità della città di riqualificarsi e innovarsi: lo sviluppo e il successo della città di Taranto sarà necessariamente e inestricabilmente legato alla capacità di innovazione. Il legame è destinato ad accrescersi in futuro: sarà sempre più necessario non solo connettere sistemi fisici e tecnologie digitali, ma anche connettere le tecnologie le une con le altre; da questa connessione potranno nascere nuovi usi per strumenti già disponibili. La sfida , allora, consiste nel garantire che le tecnologie siano realmente in grado di fornire una risposta efficace ai problemi di cittadini e imprese: all’adozione delle tecnologie va anteposto un chiaro piano perché Taranto intelligente deve essere una sfida tecnologica che sia di servizio ad una sfida sociale”.

Consigliamo vivamente a tutti i futuri candidati, quantomeno, di leggere il lavoro della Camera di commercio perchè ulteriori errori non sono ammessi: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Anzi, per dei laici convinti come noi, sarebbe spiacevolmente e colpevolmente doloso!