Salute
Ilva Taranto, stoccaggio rifiuti Blitz della Guardia di Finanza. L’azienda corre ai ripari
Stoccaggio non autorizzato e abbandono continuato di rifiuti speciali pericolosi; gestione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi< violazione della disciplina sul trattamento delle acque meteoriche di dilavamento; miscelazione clandestina di rifiuti; omessa bonifica delle aree in sequestro (reato previsto dall’art. 452 terdecies c.p. introdotto con la legge n. 68/2015) contestato all’attuale direttore di stabilimento.
I finanzieri del Comando Provinciale di Taranto, si tratta degli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo, hanno concluso le indagini delegate della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto (pm Lanfranco Marazia). I militari hanno notificando gli Avvisi di Conclusione delle Indagini e le Informazioni di Garanzia a quattro direttori pro-tempore dello stabilimento siderurgico di Taranto, per reati ambientali riferibili alla gestione illecita di una “discarica di rifiuti speciali, pericolosi ed ecotossici” (classificati HP14 ai sensi del Reg. 1357/2014 UE), solidi e liquidi, rinvenuti in un’area interna allo stabilimento ionico, 2.000 metri quadrati.
Tutto era iniziato con il sequestro di 5 vasche di raccolta di liquidi e solidi provenienti dall’impianto di laminazione dell’acciaio denominato SLABBING1 – BRA1, dismesso negli anni 1983 – 1984, contenenti circa 2.000 metri cubi di rifiuti oleosi contraddistinti dal codice CER 160708, e 33 bulks da 1.000 litri l-uno contenenti rifiuti liquidi oleosi, in parte classificati come i precedenti; infine, 30 sacconi in materiale sintetico contenenti rifiuti solidi dichiarati come “scarti della rottamazione” di tubazioni di gas coke, rimosse nello stesso stabilimento.
Come detto, i reati contestati sono i seguenti: stoccaggio non autorizzato e abbandono continuato di rifiuti speciali pericolosi; gestione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi; violazione della disciplina sul trattamento delle acque meteoriche di dilavamento; miscelazione clandestina di rifiuti; omessa bonifica delle aree in sequestro (reato previsto dall’art. 452 terdecies c.p. introdotto con la legge n. 68/2015) contestato all’attuale direttore di stabilimento.
Intanto, in una nota giunta nel tardo pomeriggio, l’Ilva afferma che “in merito alla conclusione delle indagini preliminari aventi a oggetto la gestione di una discarica all’interno dello stabilimento di Taranto, Ilva in Amministrazione Straordinaria comunica che la Società è stata già autorizzata dal Pubblico Ministero a effettuare le attività di bonifica necessarie e che in data 24 giugno 2016 sono stati emessi gli ordini di acquisto per procedere con le suddette attività ai fini di un immediato ripristino ambientale dei luoghi interessati dalla vicenda. La Società prevede di concludere i lavori entro il 31 agosto 2016”.
nel pomeriggio, l’ILVA spa in amministrazione straordinaria, attraverso la Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne ha diffuso il seguente comunicato: “In merito alla conclusione delle indagini preliminari aventi a oggetto la gestione di una discarica all’interno dello stabilimento di Taranto, ILVA in Amministrazione Straordinaria comunica che la Società è stata già autorizzata dal Pubblico Ministero a effettuare le attività di bonifica necessarie e che in data 24 giugno 2016 sono stati emessi gli ordini di acquisto per procedere con le suddette attività ai fini di un immediato ripristino ambientale dei luoghi interessati dalla vicenda”.
La società prevede di concludere i lavori entro il 31 agosto 2016.