Piani Alti
Il Comune di Taranto vende alcuni pezzi, c’è anche un asilo
Poco meno di 3 milioni di euro è l’incasso preventivato dal Comune di Taranto.
La delibera è stata approvata lo scorso 3 giugno, transitata quasi sotto silenzio tra un bilancio e l’altro, quello che ha passato l’esame (il consuntivo 2015) e quello che ancora non vede la luce (preventivo 2016) avvolto com’è dalle nebbie contabili generate dal parere sfavorevole dei revisori dei conti.
Intanto, il Comune vara un piccolo programma di alienazioni, al secolo “vendite” al miglior offerente.
Si tratta di sette beni immobili, alcuni dei quali anche noti. C’è ad esempio la palazzina che ospita in piazza Fontana, nella Città Vecchia di Taranto, la farmacia Lucrezio: prezzo stabilito quasi 130mila euro. Rispunta in questa mini asta municipale l’ex gerontocomio, uno stabile di via delle Ceramiche (traversa di viale Virgilio con affaccio sul mare) da anni destinatario delle idee più diverse. Nel 2007 fu anche proposto che diventasse la nuova sede della Polizia Locale (poi fu preferita quella attuale di via Acton). Prezzo 989mila euro.
C’è poi un terreno che confina con Italcave. In questo caso si tratta di 22 mila euro ma ad essere rilevante è più che altro la posizione di confine con l’azienda che opera sulla strada per Statte. Il terreno è edificabile ma pare sia parcellizzato alla voce “parco giochi e sport”. Staremo a vedere. Un altro piccolo terreno (costo 60mila euro) il Comune decide di venderlo in viale jonio.
L’ente vende anche Palazzo Mastrocinque, in via Pitagora. Stabile un tempo di pregio, abbandonato da troppo tempo, oggetto anch’esso (da sempre) di idee di riqualificazione e destinazione a scopo culturale. Niente è stato mai fatto concretamente. E lo stabile finisce all’asta per un valore di 955mila euro.
Infine, due pezzi socialmente forti: la palazzina di piazza Fontana angolo corso Vittorio Emanuele II (l’inizio della ringhiera, per capirci). Ospita la farmacia Lucrezio e i due locali (primo e secondo piano) costano 60 mila euro. Davvero poco per chi ha possibilità finanziarie medio alte.
Quindi, l’asilo. Il Comune mette in vendita la struttura che attualmente ospita la scuola materna Santa Rita da Cascia. 288 mila euro per la sede, 81mila euro per la casa del custode e 2mila euro per il terreno circostante. Il Consiglio comunale, approvando questa delibera con 17 voti a favore e 5 contrari, durante l’ultima seduta del 3 giugno, ha blindato la funzione della struttura. Un emendamento la destina comunque a scopi “sociali ed educativi”. In pratica, il servizio “scuola materna” dovrebbe essere garantito anche dagli acquirenti.
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