Sul Pezzo
Taranto, giardini del Canale navigabile: CHE VERGOGNA!
Il turismo può e deve diventare una risorsa per Taranto e per l’intera provincia ionica. Molti passi in avanti in tal senso sono stati effettuati e sono dovuti soprattutto alla buona volontà e alla tenacia di singoli cittadini, imprenditori illuminati e associazioni che dicono “NO” in primo luogo alla rassegnazione.
Onestamente, però, il cammino da compiere è ancora lungo e sono soprattutto le istituzioni e le aziende pubbliche che dovrebbero mantenere l’ordine e il decoro in città che latitano e non svolgono fino in fondo il loro compito. Questa la considerazione che… nasce spontanea scorrendo le foto e l’ennesima segnalazione giunte alla redazione de “La Ringhiera” da “Ammazza che piazza“. Immondizia, degrado, incuranza, abbandono proliferano, insieme a topi e insetti, in uno degli scorci più belli e suggestivi della città: l’affaccio sul Canale navigabile dal versante della città vecchia, i giardini all’inizio di quella che per i tarantini è “la discesa Vasto”.
Ecco cosa denuncia Ammazza che piazza. “Come ormai da diversi anni siamo abituati a fare, qualche giorno fa siamo stati in giro in varie zone della città, per valutare nuove aree per possibili interventi o progetti. Quella dell’affaccio sul canale navigabile, dal lato della città vecchia, è un’area verde che sicuramente merita di essere curata, visto lo stato di abbandono nel quale si trova da diverso tempo. Lo stato di abbandono e la sporcizia accumulata sono evidentemente, il risultato di molti mesi di noncuranza e trascuratezza di quei luoghi che, se venissero valorizzati e riconsiderati aiuterebbero a rendere la nostra città più accogliente e ospitale”.
“Andrebbe considerata anche – prosegue Ammazza che piazza – l’installazione di panchine, e di altre attività che possano attrarre e accogliere turisti e cittadini. Si pensi che, quelli del giardino del belvedere, sono gli spazi ricavati all’interno di quelle che un tempo, furono le fortificazioni della città antica. La stessa colonna lì presente è un monumento storico che ricorda la seconda fondazione della città, avvenuta nel 967 d.c. ad opera del bizantino Niceforo Foca“.
“E’ arrivato il momento di dire basta a questa vergognosa condizione nella quale da troppo tempo, è abbandonata la nostra città. Proprio a due passi da palazzo di città, sede del consiglio comunale, a ridosso del ponte girevole, uno dei simboli di Taranto, un posto di grande importanza storica è lasciato alla totale incuria. E’ una vera discarica, rappresentativa del malessere sociale nel quale viviamo. Cumuli di bottiglie di birra, siringhe, pannelli di legno e plastica e ogni altro tipo di rifiuto. Non è più possibile accettare tutto questo senza chiedere a chi dovrebbe occuparsi del decoro urbano e dei bisogni della collettività, che cosa ha fatto sino ad ora”.
Purtroppo non si tratta di un caso isolato. “Sono tanti gli spazi pubblici non valorizzati e trascurati dalla pubblica amministrazione e con l’arrivo dell’estate, rischiamo di ritrovarci per l’ennesima volta invasi da blatte e sporcizia. Sarebbe quindi opportuno che questi interventi, venissero fatti con urgenza. Ancora una volta dobbiamo segnalare un episodio di assoluto disprezzo del decoro urbano, che come tanti altri, genera le lamentele che si sprecano sui social. In quasi dieci anni di governo della città, i nostri politici non sono stati in grado di pensare a un progetto generale di gestione del verde e delle zone pubbliche, che potesse renderle vivibili e accoglienti a tutti“.
Per questo Ammazza che piazza, come è sua abitudine, intende passare all’azione per “curare nel quotidiano e con il coinvolgimento attivo dei cittadini che amano la città, le tante zone di grande bellezza e importanza storica, perché amare la nostra città, significa agire in prima persona e non restare solo spettatori”. La Ringhiera è al loro fianco.