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“Di polpa e di vento”, al Museo dal Mare la mostra diffusa di Ezia Mitolo

Pubblicato | da Redazione

Nutrirsi è un atto di trasformazione. Non solo fisica: ogni volta che il corpo metabolizza, qualcosa muta anche nell’interiorità, nella memoria, nel modo in cui ci relazioniamo agli altri. È da questa premessa che prende forma “Di polpa e di vento”, la mostra itinerante di Ezia Mitolo, artista visiva tarantina attiva da più di trent’anni nella scena dell’arte contemporanea tra l’Italia e l’estero, a cura di Cristina Carriere.

La mostra ha preso il via lo scorso 12 settembre con un’inaugurazione itinerante tra la project room Parati, presso il mercato Campagna Amica, e lo studio di architettura LASSTUDIO dell’arch. Francesca Donatelli. L’iniziativa, sostenuta da Coldiretti Taranto e Campagna Amica, nasce da un’idea promossa
da Gianluca Marinelli, con l’obiettivo di approfondire la ricerca artistica sul legame tra cibo e territorio. Invitata a confrontarsi con questi temi, Mitolo ha sviluppato un progetto articolato sul legame tra il nutrimento e la dimensione emotiva, cognitiva e relazionale dell’individuo attivando un processo partecipativo che si lega in continuità a una pratica che l’artista conduce sin dal 2003.


La mostra si sviluppa in quattro luoghi diversi della città di Taranto – tra centro storico e quartiere Italia Montegranaro – e presenta anche diversi inediti di Mitolo. Il percorso espositivo indaga il legame tra nutrimento e dinamismo psichico: l’atto di cibarsi come un dispositivo di conoscenza interiore, capace di innescare trasformazioni che investono l’individuo e la collettività. Sabato19 settembre, alle 18:30 la mostra si sposta al Museo dal Mare, nella Torre dell’Orologio, in piazza Fontana; il 7 ottobre, sempre alle 18:30, al Museo “A. Majorano”, a Palazzo Pantaleo.

Il progetto si articola in quattro movimenti, corrispondenti ad altrettanti stadi del processo di nutrimento: la metabolizzazione, la metamorfosi, la sedimentazione e la rinascita. Dal 19 settembre alle ore 18:30 prende il via il terzo movimento del progetto espositivo. La sedimentazione – la fase in cui le sostanze nutritive si depositano nel corpo – è ospitata fino al 14 novembre negli spazi della Torre dell’Orologio, gestiti dall’associazione Museo dal Mare. Qui il lavoro “Moniti d’aurore” si intreccia all’opera video “Tutto pace” in una modalità installativa inedita, dando vita a un percorso immersivo e stratificato negli spazi della Torre.


L’opera di Mitolo entra in dialogo diretto con l’adiacente Piazza Fontana, opera di Nicola Carrino, uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea italiana del Secondo Novecento. L’artista, allieva di Carrino, riattualizza l’insegnamento dello scultore tarantino lanciando un messaggio sulla conservazione della memoria storica e l’importanza del confronto col passato come momento di riconoscimento per la comunità tarantina.