Piani Alti
Porto di Taranto, due offerte per il molo polisettoriale
Oggi ha avuto luogo l’apertura delle buste nell’ambito delle procedura di “dialogo competitivo” avviata dall’Autorità portuale per la concessione del Molo Polisettoriale. Al bando non hanno risposto in molti ma questo non significa che non ci sia grande interesse per lo scalo ionico.
“Il presidente della Commissione, in seduta pubblica – informa l’Autorità portuale – ha reso noto che sono pervenuti, entro il termine perentorio stabilito, due plichi”. La prima offerta porta la firma di un consorzio di imprese e operatori marittimi di prossima costituzione cui aderiscono Saga Italia Spa, Ionian Shipping Consortium, Taranto Iniziative Produttive Srl, Tecnomec Engineering Srl. Il secondo plico è di Italcave Spa, il Gruppo che fa capo alla famiglia Caramia, nome molto noto in città con interessi diffusi (edilizia, ambiente, movimentazione merci).
La Commissione ha quindi proceduto “alla verifica della regolarità dei plichi nonché della regolarità e completezza della documentazione a corredo della domanda di partecipazione prodotta dai concorrenti.
Entrambi i soggetti sono stati ammessi. Il costiutuendo Consorzio con riserva in quanto dovrà presentare alcune integrazioni”.
E ora cosa accade? Nei prossimi giorni verrà convocata un’altra seduta pubblica per l’apertura delle buste “B” in cui sono contenute le proposte tecniche che saranno successivamente esaminate e valutate in sedute riservate. L’Autorità Portuale comunica, inoltre, di aver ricevuto “da parte di altro operatore, una manifestazione di interesse per l’utilizzo di aree sul molo Polisettoriale che, agli esiti della precitata gara, potrà costituire oggetto di altro procedimento per l’assentimento in concessione delle eventuali aree residuali“.
Per garantire la piena redditività del molo polisettoriale e la rioccupazione dei 520 lavoratori ex Tct in cassa integrazione fino al prossimo mese di settembre, è necessaria la presenza di uno o più player internazionali. Quella di Saga Italia, (Gruppo Bollorè) specializzata nelle spedizioni internazionali, è una presenza importante, ma l’errore che non bisogna commettere (di nuovo) è quello di legare le sorti del terminal container ad un solo operatore come è già accaduto con Taranto Terminal Container. In questo senso certamente tranquillizza l’orientamento dell’Autorità portuale. I porti, infatti, vanno intesi alla stessa stregua degli aeroporti: al loro interno devono operare il maggior numero possibile di soggetti economici. Di questo è fermamente convinta e consapevole l’Autorità portuale che in questi mesi sta svolgendo un intenso lavoro di promozione dello scalo ionico. Un lavoro che, a breve, potrebbe dare i suoi frutti.