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La passione tarantina, una mostra all’Archivio di Stato

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Nell’Archivio di Stato, a Taranto, in questi giorni sono esposti antichi documenti originali, come l’atto con cui il nobile Francesco Antonio Calò nel 1765 donò alla Confraternita del  Carmine, le statue di Cristo Morto e dell’Addolorata, cominciando la tradizione della processione del Venerdì Santo. E l’altro prezioso del 1795 con cui il canonico Vincenzo Cosa donò alla Congregazione di S. Domenico, di cui era prefetto, la statua e “le robbe” della Vergine SS. Addolorata, protagonista della processione della notte del Giovedì Santo (calendario in locandina)

Sarà possibile ammirare inoltre una serie di oggetti provenienti dalla collezione di Ottavio Guida e donati all’Archivio di Stato di Taranto di cui fu direttore dal 1968 al 1997. La collezione comprende abiti confraternali, miniature delle due processioni maggiori, fotografie. Alcuni strumenti musicali, in prestito dal liceo Archita di Taranto,  affianchano gli spartiti delle tradizionali marce eseguite dalle bande musicali che accompagnano i Riti, tra i quali “Per Emilia” unico caso che ad una persona “ancora” in vita fosse dedicata una marcia funebre.