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10 milioni di Iva non pagata, Aeroporti di Puglia batte cassa alla Regione

Pubblicato | da Redazione

Dieci milioni e mezzo di Iva non pagata. A tanto ammonta il debito di Aeroporti di Puglia nei confronti di Ryanair, la compagnia low cost che gestisce la maggior parte dei voli da/per gli scali di Bari e Brindisi. AdP chiede che a versare la somma sia la Regione Puglia, azionista di maggioranza della società con oltre il 99% delle azioni. La Regione ha già predisposto un disegno di legge per appianare il debito della concessionaria degli aeroporti pugliesi. Non tutti, però, sono d’accordo.

“Abbiamo votato contro il disegno di legge riguardante il debito di oltre 10 milioni di euro di Aeroporti di Puglia, perché riteniamo che non sia la Regione a dover pagare, ma la stessa società attingendo otto milioni dal suo cospicuo fondo di riserva e il resto dal capitale sociale. Capitale che a breve la Regione dovrà giustamente aumentare, arrivando a 25 milioni di euro, dato l’aumento del numero di passeggeri negli scali pugliesi”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Antonella Laricchia e Mario Conca in seguito alla seduta della I Commissione in cui è stato approvato il ddl riguardante un debito di 10.541.106,04 euro di Aeroporti di Puglia.

“Fino al 2014 – continua Laricchia – AdP aveva regolarmente assoggettato ad Iva le somme ricevute dalla Regione per i contratti stipulati con Ryanair per l’attivazione di nuove rotte aeree e con Airport Marketing Services Limited, società della compagnia irlandese, per la realizzazione di un programma di comunicazione e sviluppo turistico della Regione. Non si capisce perché non sia avvenuta la stessa cosa per gli oltre 63 milioni di euro stanziati dalla Regione con il successivo contratto dal 2014 al 2019.”

Numerose fonti normative, secondo il consigliere pentastellato, confermano che anche dopo il 2014, il contributo ricevuto sarebbe dovuto rimanere al netto delle spese per imposte e tasse e per gli oneri straordinari della gestione corrente. “In particolare, l’articolo 4 del contratto tra la Regione Puglia e Aeroporti di Puglia stabilisce che l’investimento di 63,5 milioni è da intendersi comprensivo di IVA, quindi Aeroporti di Puglia avrebbe dovuto emettere fattura alla Regione Puglia per quanto ricevuto e scorporare l’Iva anzichè aggiungerla”.

“Non ci convincono – prosegue Laricchia – le spiegazioni di Aeroporti di Puglia che ha parlato di split payment proprio perché AdP non ha emesso alcuna fattura. Solo ricevendola, la Regione avrebbe potuto trattenere l’Iva dal contributo e versare l’imposta all’Erario per conto di Aeroporti di Puglia. Ci chiediamo inoltre perché Aeroporti di Puglia, che in primis ha ritenuto il contributo fuori dal campo dell’Iva, abbia detratto l’Iva sugli acquisti relativi al contributo. Pur apprezzando l’emendamento al ddl in cui si richiede di accertare tempestivamente di chi siano le responsabilità per questo debito, temiamo che, una volta approvato il pagamento dei 10 milioni da parte della Regione, la verifica delle responsabilità passerà come sempre in secondo piano. La questione va invece approfondita non concentrandosi solo su AdP, ma partendo dalla determinazione dirigenziale della Regione Puglia. I cittadini pugliesi non possono continuare a pagare senza che nessuno si assuma le proprie responsabilità”.

Questo stesso argomento è stato discusso anche dal tavolo per la riapertura dell’aeroporto di Taranto/Grottaglie, convocato dalla Provincia. Alla riunione, presieduta dal vicepresidente Raffaele Gentile, hanno partecipato i consiglieri regionali Marco Galante (M5S), Cosimo Borraccino (LEU) e Renato Perrini (Direzione Italia), per la Regione Puglia e l’assessore del Comune di Taranto alle Infrastrutture, Massimo Motolese nonchè i rappresentanti delle associazioni pro-aeroporto Arlotta di Grottaglie, tra cui Walter Fischetti, Alfredo Conti (Taranto diritto di Volare) e Cinzia Amorosino.

Secondo i presenti la somma chiesta da Adp “non solo non spetta al gestore degli aeroporti di Puglia in quanto la convenzione prevede un costo di 63 milioni, Iva inclusa e configurerebbe un serio danno erariale per la Regione Puglia con responsabilità personale di coloro i quali approveranno il riconoscimento di suddetto debito. L’avvocato Walter Fischetti ha fatto notare che la normativa nello specifico vieta agli Enti Locali di riconoscere come debiti fuori bilancio somme dovute in favore dei gestori aeroportuali privati”.

Gentile ha ringraziato “il sindaco Melucci e la sua giunta per la recente presa di posizione in merito a questa vicenda” ed ha assicurato che “continuerà incessantemente ad affermare il diritto alla mobilità del territorio ionico. Manderemo avanti i contatti con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinchè la apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie possa essere discussa al tavolo ministeriale come richiesto dalla Provincia nei mesi scorsi con intervento sostitutivo”. Stigmatizzata la recente affermazione del presidente Michele Emiliano e del suo assessore Giannini, secondo i quali “l’apertura dello scalo ionico sarebbe possibile soltanto dopo l’affermazione del territorio ionico di flussi turistici più consistenti.” Gentile considera “paradossale tale affermazione ha invece affermato che lo sviluppo alternativo di tipo turistico di terra ionica non sarà possibile sino a quando non sarà funzionante uno scalo che garantisca la mobilità aerea nell’area della provincia ionica.”