I dubbi dell’Anticorruzione sull’hotspot di Taranto

“La gestione, da parte del Comune di Taranto, dell’area attrezzata denominata Hotspot per la prima accoglienza dei migranti presenta profili di anomalia e di criticità”. Queste le conclusioni cui è giunta l’Autorità Nazionale Anticorruzione a seguito di un esposto dell’on. Giuseppe Brescia del Movimento 5 Stelle. Nel mirino sono finiti, in particolare, “l’improprio frazionamento degli appalti di servizi e forniture, affidati ciascuno in base a procedure separate, per lo più negoziate” e “l’improprio utilizzo delle proroghe negli affidamenti di appalti di servizi e forniture”. Le osservazioni attengono anche l’affidamento dei servizi di assistenza alla persona e gestione amministrativa per i quali viene evidenziata “carenza o difetto di motivazione dei presupposti di estrema urgenza per il ricorso alla procedura negoziata”.


Secondo l’Anticorruzione “il Comune di Taranto, in conformità ai principi di efficacia ed economicità avrebbe potuto più correttamente gestire l’Hotspot tramite una gara unica o un numero limitato di gare suddivise in lotti aventi ad oggetto prestazioni omogenee, finalizzate alla sottoscrizione di un contratto o di un accordo con gli operatori economici”. La delibera firmata dal presidente facente funzioni Francesco Merloni e dal segretario Maria Esposito, oltre ad essere stata inviata al Comune e alla Prefettura di Taranto è stata trasmessa al Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno per le eventuali valutazioni sull’applicabilità dello schema di capitolato agli Hotspot e alla Procura Generale della Corte dei Conti per l’eventuale seguito di competenza.



L’Hotspot di Taranto è attivo dall’1 marzo del 2016 in virtù delle iniziative dell’Agenda sulla Migrazione adottata nel 2015 dalla Commissione Europea. In Italia sono cinque: Taranto, Lampedusa, Trapani, Messina, Pozzallo. Negli Hotspot vengono effettuate le operazioni di soccorso nell’ambito delle prime 24/48 ore dallo sbarco dei migranti e viene effettuato uno screening sanitario, la pre identificazione, registrazione e fotosegnalamento, e si procede alla separazione del percorso dei richiedenti asilo (trasferiti nei centri di prima accoglienza) da quello dei migranti irregolari che non hanno diritto a rimanere nel territorio nazionale (Circolare del Ministero dell’interno n. 2257 del 30.10.2015).

Il Comune di Taranto gestisce la struttura a seguito di apposite convenzioni stipulate con la Prefettura. La prima abbraccia il periodo 26 febbraio 2016/26 agosto 2016, valore presunto € 2.376.000,00. La Prefettura si è impegnata ad erogare al Comune, per la fornitura di beni e servizi, un corrispettivo di € 33/giorno/ospite escluso Iva in base alle registrazioni degli ospiti tramite la presentazione, da parte del Comune, di un report giornaliero, trasmesso via mail sia alla Prefettura che alla Questura. Il compito di redigere tale report rientra tra i servizi che il Comune ha affidato ad una Onlus. Come confermato dal Comune, la presenza massima stimata di ospiti nel Centro è di circa 400 migranti. Nella convenzione rientrano i: servizi di assistenza generica alla persona, gestione amministrativa, assistenza sanitaria, pulizia e igiene ambientale e manutenzione ordinaria, fornitura di pasti, prodotti per l’igiene personale, indumenti.

La seconda Convenzione ricalca lo schema della precedente. E’ stata sottoscritta il 22 novembre 2016 con efficacia dal 27 agosto 2016 al 27 agosto 2017 per un valore presunto di € 4.818.000,00. Quando la seconda Convenzione non era ancora scaduta, in data 20 giugno 2017 il Comune di Taranto e la Prefettura hanno sottoscritto una terza Convenzione, per l’erogazione dei medesimi servizi per una durata di due anni «eventualmente rinnovabile a richiesta della Prefettura». Il corrispettivo stabilito ammonta sempre a 33 euro/giorno/ospite; stavolta viene precisato che si tratta di importi inclusa Iva. Il valore stimabile della convenzione pertanto, assumendo che il centro ospiti 400 persone al giorno, ammonta a complessivi € 9.636.000,00. La Convenzione è dunque tutt’ora vigente ed andrà a scadere il 20 giugno 2019. In totale, quindi, quasi 17 milioni di euro.


L’Autorità Anticorruzione, tra le altre cose, si sofferma sull’affidamento dei servizi di assistenza generica alla persona e gestione amministrativa. “Il primo affidamento – si legge nella relazione – è avvenuto in forma diretta a seguito di decisione della Giunta Comunale, con delibera n. 54 del 16.3.2016”. L’Anticorruzione riconosce come plausibili i motivi d’urgenza evidenziati dal Comune di Taranto. “Tuttavia – asserisce – trattandosi di affidamento per un importo complessivo di 108 mila euro, e dunque superiore alla soglia dei 40 mila euro, in omaggio ai principi di trasparenza e pubblicità, l’affidamento avrebbe dovuto essere preceduto da un minimo di procedura comparativa al fine di verificare l’esistenza di altri operatori economici disponibili ad eseguire il servizio”.

Le osservazioni, però, si estendono anche alla successiva procedura negoziata che prevede la determinazione di un rimborso di 30 euro al giorno per ogni operatore utilizzato. “Trattandosi di importo già predeterminato e forfettario – scrive l’Anticorruzione – la somma di 30 euro/giorno/operatore non possa essere qualificata come mero rimborso spese, anche perché in base alle tabelle di liquidazione del corrispettivo prodotte dal Comune, la presenza di ciascun operatore, accertata dal Comandante della Polizia Locale, è stata remunerata con tale somma di 30 euro al giorno, indipendentemente dalle spese vive effettivamente sostenute. Il Comune, nelle controdeduzioni, ha chiarito che la quantificazione della spesa per ricariche telefoniche e kit igiene rientrano entrambe nei costi sostenuti dagli operatori della Onlus per approvvigionamento e per telefonate di servizio fatte con proprio telefono durante le attività, nonché per disponibilità dello stesso telefono ai migranti in caso di bisogno accertato”. (Leggi i documento integrale dell’Anticorruzione)

Delibera Autorità Anticorruzione


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